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L’OSPITE - ARNO ROSSINI
28.04.2021 - 07:150
Aggiornamento : 22:21

«Constantin via da Sion? Più facile spostare il Duomo da Milano»

Arno Rossini: «Il Sion è alla disperazione».

«Lo spareggio? Non sarà una passeggiata per la squadra di Super League».

Cinque squadre in corsa per la qualificazione alla prossima campagna continentale, quattro in lotta per evitare la retrocessione. Con la sua classifica estremamente corta - Young Boys escluso - la Super League promette un finale di stagione scoppiettante. 

Chi arriverà secondo? Tra rendimenti altalenanti e scontri diretti ancora da disputare, la matassa è ancora parecchio ingarbugliata. Un po’ più lineare - ma poco - sembra invece la situazione nella bassa classifica dove, pur con San Gallo e Zurigo ancora traballanti, sono Sion e Vaduz i grandi indiziati a chiudere sul fondo.

«È un bel campionato, vivo - ha sottolineato Arno Rossini - le ultime giornate saranno emozionanti». 

Il Lugano è tra la squadre da seguire con attenzione.
«Fin qui ha completato una bella stagione, guadagnandosi il diritto di affrontare con serenità questi ultimi impegni. E non era semplice. Ricordiamoci che i bianconeri hanno un budget limitato rispetto alle concorrenti, eppure sono lì. E poi hanno una volta ancora ottenuto immediatamente la licenza; sono gli unici, che io mi ricordi, a esserci sempre riusciti al primo colpo negli ultimi anni. Per questo non si possono che fare i complimenti a Renzetti che, facendo enormi sacrifici, ha saputo coniugare i risultati a una gestione societaria sana. Con gli spiccioli, a Cornaredo stanno portando a casa dei lingotti d’oro». 

Da qui a fine corsa il Lugano sfiderà anche lo Zurigo, il Vaduz e il Sion.
«Sarà uno degli arbitri nella corsa per evitare la retrocessione».

Chi la spunterà?
«Credo che per chiudere i conti servano 41-42 punti. Il San Gallo si è un po’ rilanciato con l’ultima vittoria e lo Zurigo… beh credo si giocherà tantissimo domenica proprio contro i bianconeri. I biancoblù hanno paura, stanno tremando, ma hanno pure fame, voglia e motivazioni: vincendo potrebbero fare un passo importantissimo verso la conferma in categoria. Rimangono il Vaduz e il Sion, e tra le due quella del Principato è sicuramente la squadra migliore. Attenzione, ho detto “squadra”, proprio perché si muovono tutti assieme. Al Tourbillon ci sono invece le individualità».

Significa che scenderà il Sion?
«Secondo me dipende da Hoarau. Se il francese riuscirà a ripagare almeno in parte la fiducia in lui riposta dai dirigenti vallesani, che ingaggiandolo pensavano - sbagliando - di aver fatto un affare, allora la salvezza sarà possibile. Ma siamo alla disperazione. D’altronde i biancorossi hanno provato di tutto: la difesa a tre, a quattro, il cambio allenatore… ora rimane giusto la disperazione».

Con una retrocessione si chiuderebbe il regno di Constantin?
«Più facile spostare il Duomo da Milano che Christian da Sion. Stiamo parlando di un imprenditore orgoglioso, legato al territorio e con una grande voglia. Se retrocessione sarà, arriveranno gli investimenti. Nel caso, vedrete, il purgatorio della Challenge League durerà poco. Giusto un anno». 

Forte indiziato per il penultimo posto rimane dunque il Vaduz.
«Che comunque rischia molto. La possibilità che la squadra di Super League venga sconfitta nello spareggio è infatti reale». 

La differenza tra le categorie dovrebbe essere netta…
«Forse a livello di qualità, ma al “piano di sotto” ci sono grande ritmo e intensità. E poi, non dimenticatelo, chi arriverà a quello scontro dalla Challenge avrà grandissimo entusiasmo. In questo momento sembra che possa toccare al Thun, squadra solida, fisica, che sul suo sintetico può mettere in difficoltà qualunque rivale. Non sarà una passeggiata incrociarlo».

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