L'OSPITE
06.09.2012 - 17:590
Aggiornamento : 06.11.2014 - 13:55

Che i 54 dipendenti della Comida del "comunista" Calastri vengano assunti dal Cantone

Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA)

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e degli Apprendisti (SISA) prende atto dei toni sempre più tesi nel contenzioso tra il Dipartimento dell'Educazione della Cultura e dello Sport (DECS) e la ditta privata Comida, monopolista della gestione delle mense delle scuole pubbliche.

Il SISA tiene a ricordare che da sempre si è opposto alla privatizzazione del servizio delle mense e delle mescite scolastiche, e pertanto non può che felicitarsi del dietrofront deciso dal Consiglio di Stato (CdS) lo scorso 7 dicembre. Non va inoltre dimenticato che sul servizio offerto da Comida sorsero da subito dei forti dubbi, non tanto dal DECS quanto dagli studenti ticinesi che - attraverso varie risoluzioni approvate nelle assemblee studentesche - fecero sentire il proprio dissenso verso la qualità di quanto viene quotidianamente servito nei piatti delle varie scuole. Le pressioni furono tali che della questione si interessò persino la Radiotelevisione della Svizzera Italiana (RSI), facendo dibattere negli studi di Patti Chiari il SISA, gli studenti e Comida.

 

Quel che stupisce della questione è che Comida si comporta come se l'appalto pubblico della gestione delle mense e delle mescite scolastiche gli sia dovuto, cercando di delegittimare una decisione del CdS che con lungimiranza - per una volta - ha semplicemente deciso di non più rinnovare. Il presidente della società Riccardo Calastri, già presidente del Gran Consiglio per il Partito Liberale Radicale Ticinese (PLRT), anziché operare nel libero mercato come coerentemente dovrebbe fare, preferisce farsi mantenere dallo quello Stato a lui tanto inviso.

 

Per quanto riguarda invece la problematica dei 54 dipendenti di Comida che rischiano il posto di lavoro, il SISA chiede che questi vengano assunti dal Cantone, in un contesto di ampliamento del servizio, così che possano continuare il loro lavoro.

 

 


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