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JEAN-JACQUES AESCHLIMANNSmettiamo di giustificare gli hooligan climatici

20.04.23 - 09:24
Jean-Jacques Aeschlimann - Consigliere comunale PLR Lugano
JJA
Smettiamo di giustificare gli hooligan climatici
Jean-Jacques Aeschlimann - Consigliere comunale PLR Lugano

Anche in Svizzera l’attivismo per il clima sta prendendo una piega preoccupante. Sempre più spesso assistiamo ad azioni di protesta che violano una legge (oppure i diritti di altre persone), e ad autori che si giustificano dicendo di agire «in nome di una causa superiore» – niente di meno che «la salvezza del pianeta».

Quando vengono invitati a usare, piuttosto, i tanti strumenti offerti dalla nostra democrazia diretta, la risposta è che «non c’è più tempo». Il messaggio che viene fatto passare è che chi vuole salvare il mondo non può perdersi in quisquilie come le raccolte di firme, le campagne di voto, la politica parlamentare, e tutti gli altri freni che il nostro sistema politico oppone al suo fervore sacro.

Sono molto sorpreso dall’atteggiamento che la politica sta assumendo, di fronte a questi fenomeni. Le condanne sono davvero poche, e sempre precedute da frasi come «i modi sono sbagliati, ma il problema è reale». Come se il fatto di avere un fine nobile giustificasse qualsiasi mezzo di protesta.

Per quanto mi riguarda, sarebbe bene adottare un linguaggio più chiaro. Chi blocca il traffico in una città oppure in autostrada incollandosi alla strada, chi danneggia opere d’arte, chi imbratta i muri di edifici privati, chi vandalizza campi da golf, per me resta sempre e solo un hooligan – qualunque sia la squadra, sportiva o politica, per cui dice di fare il tifo.

Non uso alla leggera il paragone con il tifo organizzato: è un mondo che conosco benissimo, e che è spesso giudicato in base a luoghi comuni. In fondo, parliamo di una delle ultime forme di aggregazione giovanile della nostra società: esperienze autogestite pluridecennali, fatte di canti, colori e attaccamento a valori forti. Come sportivo e come dirigente, mi sono confrontato tante volte con gli ultras: sono state discussioni a volte dure, sempre però orientate al dialogo e al riconoscimento che l’altro ha il diritto di esprimersi – finché rispetta le regole.

Certo, sappiamo tutti che nel mondo ultras c’è anche chi vuole solo fare casino. Persone distruttive, che però – a differenza di «black bloc» e incollatori stradali – hanno sempre la trasparenza di esporsi alle conseguenze del loro agire. Trattati dalle autorità come nemici pubblici, spesso anche al di là della gravità delle loro azioni individuali, queste persone si assumono la responsabilità delle loro azioni e non accampano mai scuse per nobilitarsi.

La durezza giustamente riservata dalle autorità a queste persone, purtroppo, oggi non la vedo applicata agli hooligan climatici. L’impressione è che sia all’opera una repressione a due velocità, come se esistessero forme di violenza meno gravi di altre. Questa disparità di trattamento non è accettabile da parte di uno Stato, e non fa altro che spingerci verso il rischio di un’escalation – o, come minimo, di alimentare il disprezzo di alcune persone verso le autorità.

Sappiamo tutti che oggi la nostra società è sempre più divisa, in una dinamica di tensione alimentata dai social media. La politica ha il dovere di contrastare l’odio con decisione, lasciando nel contempo il giusto spazio di espressione a chi – senza ricorrere alla violenza – intende esprimere un’opinione dissenziente.

La ricerca di questo equilibrio è un esercizio difficilissimo: di certo, il fatto di trattare gli uni e gli altri come «figli e figliastri» non ci aiuta a trovarlo. Nessuno intende censurare l’attivismo per il clima, ma abbiamo il dovere di ricondurlo nel solco della democrazia diretta – e di separare, come facciamo per il tifo organizzato, chi agisce in buona fede da chi vuole solo distruggere e per questo merita di essere duramente punito.

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COMMENTI
 

Lvga 11 mesi fa su tio
Per ridurre gli hooligans ci vorrebbe una legge della confederazione ad hoc sul modello inglese dove non entrano piu' allo stadio a vita e un sistema unico tipo la pista di zugo dove se non sbaglio c'e la foto con i dati della persona diffidata ed e impossibile per chine diffidato entrare il problema sono le societa' che li giustificano sempre !

Clo62 11 mesi fa su tio
Concordo, purtroppo il vero problema sono gli interessi economici che ruotano attorno al problema clima, Negli ultimi 40anni abbiamo fatto passi da gigante per migliorare la problematica inquinamento per il problema cambiamento climatico siamo ininfluenti un esempio: il deserto del Sarah era una foresta

vulpus 11 mesi fa su tio
Questo signore che è apparso alla politica cantonale con le recenti elezioni esprime idee condivisibili. In effetti ancora ieri sera al Quotidiano hanno voluto dare risalto a questo manipolo che si esprime in modo un pò esaltato su problematiche di non facile soluzione, portando addirittura il ricatto all'autorità cantonale, se non fanno... ecc ecc. Evidentemente questa tipologia di proposte non porta sicuramente a coinvolgere le persone , ma soltanto a contrariarle. Gli ultimatum, le ..ultime date... per salvare il mondo, fanno un pò sorridere, tranne quelle persone troppo impressionabili che si fanno influenzare dal tragico. Questo manipolo poi naturalmente mette in pratica il fate ciò che dico e non ciò che faccio. Sicuramente si spostano con i mezzi pubblici in Europa, non producono rifiuti, non fumano , non hanno il veicolo privato, non hanno il cellulare .. e così via. Tutte azioni e operazioni che secondo il loro credo portano la nostra benemata terra allo sfascio. Perchè non vanno in Russia a deplorare la guerra che hanno scatenato e che ogni colpo che sparano inquinano come 1000 persone durante un evento pubblico? tanto per...

Talos63 11 mesi fa su tio
Non sono mai stato un estimatore di JJ Aeschlimann, come sportivo, ma a devo dire che condivido in pieno il suo pensiero su questo tema. Ma, ora che ha espresso la sua opinione su Tio e lanciato il sasso nello stagno, che cosa succede? Cosa farà lui, come politico, e il suo partito per risolvere il problema? E il resto dei partiti? Staranno a guardare come sempre?

Don Quijote 11 mesi fa su tio
Caro signore, sono d'accordo con lei, ma per fermare gli hooligan climatici bisogna agire alla fonte, e cioè, mettere un freno al giornalismo terroristico e sopratutto mandare a casa gli scalda sedie dell'IPPC. Oggi, qualunque evento meteorologico normale viene associato alla "Crisi climatica", basta con queste paturnie, è come se un malato oncologico ogni santo giorno deve sentirsi dire: hai il cancro e "forse" morirai.

Brasil63 11 mesi fa su tio
Grande JJ. Parole sante.

Royal Oak 11 mesi fa su tio
Settimana scorsa al TG dopo avere commentato l'incollamento davanti al tunnel del Gottardo, hanno addirittura intervistato una attivista a sostegno della loro tesi. Se la prima a mandare questo messaggio é la TV pubblica siamo messi male. Concordo con JJ
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