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LUGANO"Ammille", il nuovo singolo del "filosofo" Kashmere

07.11.22 - 06:30
Il progetto fresco (nonostante il nome) del 22enne di Taverne è ricco di suoni funky
Kyrhian Balmelli
"Ammille", il nuovo singolo del "filosofo" Kashmere
Il progetto fresco (nonostante il nome) del 22enne di Taverne è ricco di suoni funky

LUGANO - Kashmere è visibilmente emozionato quando ci racconta del suo nuovo singolo "Ammille", uscito da pochi giorni. Il giovane cantante di Taverne ci ha parlato della sua filosofia musicale e anche di qualche curiosità, a partire proprio dal nome: «Mi chiamo Luigi Maglione, ma come nome d'arte non potevo non scegliere Kashmere» racconta divertito l'artista che ha già all'attivo due singoli. «La mia carriera musicale è relativamente giovane, ho cominciato questo progetto con il nome di Kashmere a marzo, quando è uscito il brano d'esordio "James Brown", seguito poi da "Chi ti crederà più"». 

Ma il tuo amore per la musica è nato diversi anni prima...  
«Suono e canto da quando ero piccolo, e ho sempre avuto un pensiero artistico. Rubavo il tempo ai miei parenti e li costringevo ad ascoltare le mie esibizioni. Poi ho iniziato a scrivere qualcosa quando avevo 15 o 16 anni. Ma è stato un concerto di Edoardo Bennato a Locarno che mi ha folgorato. Lì ho capito cosa avrei voluto fare. Suonavo già la chitarra, e inizialmente mi sono messo ad imitare Bennato, poi ho iniziato a scrivere le mie "canzonette"». 

La svolta è avvenuta però quest'anno...
«Esatto, il mio lavoro si è concretizzato tra la fine del 2021 e l'inizio del 2022, perché ho trovato un team di persone veramente valido. Sono anche prodotto da Valerio Tufo, che ha lavorato con Irama, ad esempio. Dopo due singoli, "James Brown" e "Chi ti crederà più" tocca ora al terzo singolo, "Ammille"». 

Parlami proprio di "Ammille". Da cosa differisce dai primi due? 
«Il mio è uno stile tendente al pop funky. Con "Ammille" ho cercato di non farmi condizionare troppo, recuperando quella semplicità infantile che è in ognuno di noi. Il pezzo è molto leggero, spensierato e diretto, però mi rappresenta in maniera ancora più calzante. Sono una persona che cerca di trovare il lato positivo in tutto, e ho rimesso questo mood anche nell'ultimo singolo».

Quanto contano i tuoi studi di filosofia nella tua carriera musicale? 
«È un percorso che certamente mi ha aiutato. All'USi ho scelto la facoltà di filosofia non perché avessi in mente chissà quale lavoro, anche perché il mio obiettivo è quello di vivere di musica. Studiare questa materia è stata una specie di salvezza, perché sotto l'aspetto musicale e autorale mi ha aiutato tanto. Credo che la filosofia, prima di essere una materia da studiare, sia proprio un insegnamento di vita, qualcosa che ti permette veramente di maturare davvero come essere umano prima ancora che come lavoratore o cittadino». 

Dove e come trovi l'ispirazione? 
«Soprattutto da quel che vivo e quel che vedo. Non per forza racconto delle storie che ho vissuto personalmente, ma magari ho solo osservato quello che accadeva agli altri, in veste di un personaggio secondario. Quando scrivo e sono ispirato è perché ho qualcosa da dire».

 Se potessi esprimere un desiderio, con quale artista ti piacerebbe esibirti?
«Sono un vero e proprio fan di Michael Jackson, che è la mia ispirazione più grande. È stato un artista come nessun altro, e continua ad ispirare una generazione dopo l'altra».

Progetti per il futuro? 
«Ho appena partecipato alle audizioni per Area Sanremo, le preselezioni per Sanremo Giovani, ma il risultato si saprà solo a fine mese. E sto lavorando ad alcune collaborazioni future, ma che non posso ancora rivelare al momento». 

Cosa ne pensi dei talent musicali? 
«Mi sembrano un'arma a doppio taglio. Per ora li ho sempre evitati, per quanto avessi la possibilità di mettermi in gioco. Ma credo che la maggior parte dei partecipanti a questi contest vengono poi messi in disparte. Sono delle vetrine ottime per cercare di aumentare la propria popolarità, ma rimangono delle vetrine. Chi vive questo tipo di esperienza pensando che sia un palco non di lancio ma di arrivo non ha forse la consapevolezza giusta per vivere la vita dell'artista. Nel momento in cui uno si presenta in un palco del genere ha appena cominciato il proprio percorso. Poi diventa anche difficile mantenere l'eventuale fama che si raggiunge». 

 

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