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01.04.2020 - 20:220

L'app Zoom sotto la lente: lacune nella sicurezza e nella privacy

La nota app per le videoconferenze al centro del dibattito relativo alla privacy

SAN JOSE - La popolarità dell'applicazione per realizzare le videoconferenze Zoom è aumentata parecchio con l'avanzare della pandemia di coronavirus. È infatti diventata l'app numero uno negli Stati Uniti, e numero due nel Regno Unito.

Questo perché milioni di persone utilizzano ora Zoom, sia per il telelavoro, sia nel tempo libero, principalmente a causa delle restrizioni e gli isolamenti in vigore in molti Paesi.

Tuttavia, l'aumento dell'utilizzo ha fatto alzare anche l'attenzione rivolta all'applicazione, e così, molti utenti hanno condiviso la loro preoccupazione per quanto riguarda delle lacune concernenti la privacy. Difatti, le misure dell'azienda per le questioni di sicurezza dei dati sono state spesso messe in discussione, anche in relazione ai diversi attacchi hacker, quest'ultimi ingolositi dall'incrementato utilizzo dell'app.

Il Procuratore Generale di New York, Letitia James, ha recentemente scritto all'azienda preoccupato per chiedere se aveva intenzione di rivedere le proprie misure di sicurezza per far fronte al poderoso aumento di utenti. James ha anche sottolineato che in passato l'app era stata lenta ad affrontare determinati problemi.

In risposta alle accuse, un portavoce della società ha dichiarato alla Bbc: «Zoom prende molto seriamente la privacy, la sicurezza e la fiducia dei suoi utenti», «durante la pandemia stiamo lavorando 24 ore su 24 per garantire che ospedali, università, scuole e altre aziende in tutto il mondo possano rimanere connessi e operativi. Apprezziamo l'impegno del Procuratore Generale di New York su questi temi e siamo lieti di fornire le informazioni richieste», ha concluso.

In passato Zoom ha avuto delle falle nella sicurezza, tra cui una vulnerabilità che permetteva di rimuovere i partecipanti dalle riunioni, di deviare le schermate condivise e di far partire delle chiamate all'insaputa dei proprietari (succedeva utilizzando dei Mac).

Le principali critiche a Zoom

  1. Non offrire una crittografia end-to-end: secondo il portale "The Intercept", un sistema di crittografia assicurerebbe che nessuno, a parte i partecipanti stessi, possa vedere una riunione. Tuttavia, Zoom ha detto che al momento non è possibile abilitare un simile sistema per le riunioni. Ciò significa che Zoom può virtualmente accedere a tutti i meeting.
  2. Utilizzando i domini di posta elettronica, il servizio permette in alcuni casi agli utenti di vedere i dati privati di altri utenti dell'app, lo ha riferito il sito web Motherboard, della rivista Vice. L'azienda ha detto a Motherboard che aggiorna regolarmente un elenco di provider di posta elettronica privati proprio per evitare questo problema.
  3. La funzione di "tracciamento dei partecipanti" permette a colui che ha inviato la chiamata di controllare se i partecipanti stiano cliccando al di fuori della finestra principale di zoom durante una chiamata.
  4. Recentemente, Zoom si è resa conto che fare il Login tramite Facebook permetteva alla piattaforma di Zuckerberg di raccogliere i dati degli utenti, anche quelli non necessari. Questo problema è stato risolto il 27 marzo con un aggiornamento.

L'azienda ha reagito a queste preoccupazioni, dichiarando alla Bbc anche che: «A livello globale, 2'000 istituzioni che vanno dalle più grandi società di servizi finanziari del mondo ai principali fornitori di telecomunicazioni, agenzie governative, università, e istituti sanitari hanno effettuato esaustive analisi di sicurezza di utenza, rete e data center selezionando con fiducia Zoom per una completa implementazione».

Tuttavia, molti utenti hanno deciso di virare altrove lo stesso, scegliendo delle alternative a Zoom. 

Le principali alternative a Zoom secondo Wired

  1. Signal - Programma open-source che sfrutta il protocollo sicuro Signal, sviluppato da Moxie Marlinspike. L'interfaccia è comoda e semplice da utilizzare.
  2. Wire - Programma utilizzabile anche senza installazione. È stato sviluppato dalla svizzera Wire Swiss GmbH, ed è l’unica app (insieme a Signal) raccomandata da Edward Snowden.
  3. Riot.im - Anch'esso open-source, utilizza il protocollo di comunicazione Matrix sia per il testo, sia per audio e video.
  4. Tox - Tox mette a disposizione diverse applicazioni open-source per un network di comunicazione peer-to-peer (P2P) con un protocollo sicuro e privato.
  5. Ricochet - Il programma permette videochiamate tra computer basate sui servizi Tor: un'esperienza sicura e anonima. 
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