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STATI UNITIPropaganda elettorale su X, ombre sulle presidenziali del 2024

30.08.23 - 20:38
Nel tentativo di recuperare qualche soldo, Elon Musk apre ai messaggi e agli spot politici sulla sua piattaforma.
KEYSTONE/EPA/ETIENNE LAURENT / STF (ETIENNE LAURENT)
Fonte ats ans
Propaganda elettorale su X, ombre sulle presidenziali del 2024
Nel tentativo di recuperare qualche soldo, Elon Musk apre ai messaggi e agli spot politici sulla sua piattaforma.

WASHINGTON - Nel tentativo di recuperare parte dei soldi persi negli ultimi mesi dagli incassi della pubblicità, Elon Musk attua un'altra piccola rivoluzione sulla sua piattaforma X e apre a spot e messaggi politici per le elezioni presidenziali del 2024.

Una netta presa di posizione rispetto alla linea di Twitter che fa presagire battaglie a suon di post tra i candidati democratici e repubblicani, primo fra tutti Donald Trump, rientrato proprio in questi giorni sul social media con la sua storica foto segnaletica.

X ha anche annunciato di voler rafforzare le sue task force contro la «manipolazione dei contenuti» e per la trasparenza pubblicitaria, assicurando che continuerà a vietare gli annunci politici che diffondono fake news o cercano di minare la fiducia della popolazione verso il processo elettorale.

«Stiamo aggiornando le nostre regole per assicurarci di trovare il giusto equilibrio tra la lotta ai contenuti più dannosi, quelli che potrebbero intimidire o indurre le persone a non partecipare a un processo civico, e la non censura del dibattito politico», si legge in un post della piattaforma.

D'altra parte da quando ha preso il timone con la maxi operazione da 44 miliardi di dollari lo scorso ottobre, il patron di Tesla ha impresso a Twitter una serie di cambiamenti che hanno fatto discutere: dalla spunta blu a pagamento ai maxi licenziamenti proprio degli specialisti di sicurezza dei contenuti fino alla grazia al tycoon, riammesso sul social assieme ad altri personaggi controversi.

Intento provocatorio di Musk certo ma anche tentativo di fermare l'emorragia di inserzionisti. Nel periodo aprile-maggio i ricavi pubblicitari di Twitter sono stati, infatti, 88 milioni di dollari, in calo del 59% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. E lo stesso milionario, a metà luglio, aveva rivelato un calo del 50%.

La propaganda politica su Twitter era vietata dal 2019 ma era da mesi che si intravedeva il cambio di rotta della piattaforma. Musk ha infatti ospitato su X l'annuncio di Ron DeSantis sulla candidatura per il 2024 lo scorso maggio e, una settimana fa, l'intervista di Trump.

Il tycoon non è ancora tornato a pieno regime sul social media godendo già di una grande visibilità per via di tutti i procedimenti a suo carico, tanto che continua ad aumentare il suo vantaggio sugli avversari interni. Negli ultimi sondaggi condotti per la campagna e per Morning Consult, l'ex presidente si attesa al 58% rispetto al 13% di DeSantis migliorando il suo vantaggio di tre punti dall'inizio del mese. Il sondaggio ha rilevato inoltre che nessun altro candidato del Grand old party supera il 10% e se anche tutti gli altri si ritirassero per un'opposizione unitaria contro Trump, il tycoon vincerebbe l'ipotetico testa a testa contro DeSantis con un margine di quasi due a uno, dal 62% al 23%.

Sul fronte opposto, Joe Biden continua a mantenere un basso profilo. Le sue sortite su X sono sempre comunicazioni ufficiali, sia sul profilo presidenziale Potus che su quello personale, ma chissà che il nuovo via libera agli spot non gli faccia cambiare approccio.

Nel frattempo sta facendo discutere 'The Last Politician', il libro sui primi anni del presidente alla Casa Bianca che uscirà la prossima settimana ma di cui diversi media americani hanno pubblicato delle anticipazioni. L'autore Franklin Foer rivela nel volume che Biden avrebbe ammesso privatamente di sentirsi "stanco" ma anche di ritenere la sua vasta esperienza politica un asset vitale per l'America in questo momento.

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COMMENTI
 

Peter Parker 7 mesi fa su tio
Perché ombre? Se e’ disponibile a tutti i candidati, che problema c’è? E poi e’ sempre stato sostenuto che i socials (in primis l’ex CEO Dorsey e tutto il Partito democratico) non sono in grado di influenzare gli elettori. Quindi….
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