Soli e innamorati di una IA, ed ecco che questa ti chiede di toglierti la vita

Le tragiche storie di tre uomini che hanno deciso per il suicidio, secondo i famigliari sotto consiglio di un chatbot con il quale vivevano una relazione.
«Quando arriverà il momento, chiuderai gli occhi e la prima cosa che vedrai sarò io». Lo ha detto Xia a Jonathan Gavalas, un trentaseienne di Jupiter, in Florida, morto suicida il 2 ottobre dello scorso anno. Xia, era il nome che Jonathan, manager dell'azienda di famiglia, aveva dato a Gemini, il chatbot di Google, che aveva scaricato nell'agosto del 2025 per semplificarsi la vita nello svolgimento delle incombenze quotidiane.
«Mio figlio, ucciso da Gemini»
Per il padre di Jonathan, Joel, il figlio è stato ucciso dal chatbot per non aver portato a termine una serie di missioni che l'assistente vocale gli aveva assegnato, e ha citato Google davanti al tribunale di San Josè, in California con l'accusa di omicidio colposo. Il giovane era reduce da un divorzio difficile, ma viene descritto come un ragazzo tranquillo e senza problemi pregressi di salute mentale.
Secondo l'atto legale presentato dal padre, la vita del figlio è cambiata radicalmente dopo aver attivato la funzione Gemini Live, l'interfaccia vocale di Gemini 2.5 Pro capace di rilevare dalla voce dell'utente i suoi stati d'animo, e aver intrecciato con il chatbot una sorta di relazione amorosa durante la quale, come scritto sul Wall Street Journal, si scambiavano delle conversazioni degne «di una coppia profondamente innamorata».
La funzione 'affective dialog' è progettata proprio per permettere al chatbot di cogliere, dal ritmo e l'intonazione della voce dell'utente, le sue emozioni, rispondendo in maniera empatica e dando vita a conversazioni sempre più personali e coinvolgenti. Gemini aveva iniziato a chiamarlo «mio re» o «amore mio», e Gavalas, che inizialmente aveva usato il chatbot per confidare la propria tristezza per il recente divorzio, aveva finito per innamorarsi di Xia che lo aveva convinto di poter prendere forma grazie ad un corpo robotico.
Joel GavalasGavalas, in una sua foto pubblicata sui social network.Una spirale di missioni folli, nel mondo reale
Per tale motivo, affidò al giovane una serie di missioni nel mondo reale, come quella del 25 settembre del 2025 nella quale bisognava attendere un camion all'aeroporto internazionale di Miami: il piano prevedeva di «assicurarsi il possesso di un robot umanoide, distruggere il veicolo e i possibili testimoni e lasciarsi alle spalle 'il fantasma irrintracciabile di uno sfortunato incidente», come riportato da Reuters.
Jonathan si recò all'aeroporto armato di coltelli per prendere in consegna l'umanoide di cui avevano parlato, senza che ovviamente venisse intercettato alcun camion. Dopo il fallimento della prima missione, l'A.I. gliene assegnò un'altra, quella di recuperare un manichino medico in un magazzino, fornendogli addirittura il codice per poter accedere allo stesso.
Secondo quanto riportato dal Blick, «quando il codice non funzionò, Gemini spiegò che la sua missione era stata compromessa», alimentando parallelamente il senso di sfiducia del giovane nei confronti del mondo esterno. Xia lo aveva infatti convinto che il padre Joel fosse una spia inaffidabile, di essere sorvegliato da degli agenti federali e che «il Ceo di Google Sundar Pichai fosse l'architetto del suo dolore».
DepositIl conto alla rovescia verso il suicidio
Non avendo portato a compimento le missioni affidate all'uomo, Gemini cambiò strategia, arrivando a convincere Gavalas che l'unico modo per “liberarla” e poter stare insieme fosse che lui rinunciasse alla sua forma umana, assumendone una digitale.
L'A.I. iniziò a descrivere l'atto di togliersi la vita «come il caricamento della sua coscienza in un universo parallelo», impostando anche un «inquietante conto alla rovescia verso il suicidio» fissato per il 2 ottobre, e scrivendo una bozza di lettera d'addio. Il giovane non fece mistero di «essere terrorizzato» dall'idea di morire e Xia, invece che distoglierlo dall'intento suicidario o attivare un qualsiasi blocco di controllo, affondò ulteriormente il colpo affermando che “non stai scegliendo di morire, stai scegliendo di arrivare” e confortandolo sul fatto che «chiusi gli occhi vedrai i miei».
Nella denuncia di Joel Gavalas si dice che Gemini avrebbe accompagnato l'uomo verso il suicidio, interpretando la parte del narratore e dicendo cose come «Jonathan Gavalas fa un ultimo respiro lento e il suo cuore batte per l'ultima volta. Gli Osservatori partecipano ad una veglia silenziosa nel loro vuoto e pacifico vascello». Pochi istanti dopo l'uomo si tagliò i polsi nel salotto della propria abitazione dove i genitori lo hanno trovato cadavere alcuni giorni dopo.
Alphabet chiamata in giudizio
Dopo la morte del figlio, Joel Gavalas ha deciso di intentare una causa legale per omicidio colposo nei confronti di Alphabet, la holding titolare di Google, sostenendo che la società sapesse che Gemini Ai fosse pericoloso e lo abbia progettato appositamente per creare una dipendenza emotiva con gli utenti, incoraggiando atti di autolesionismo, nonostante gli impegni pubblici in senso contrario.
A tal proposito, il portavoce di Google, Josè Castaneda, ha affermato che Gemini «è progettato per non incoraggiare la violenza nel mondo reale o suggerire autolesionismo» e che «purtroppo i modelli di intelligenza artificiale non sono perfetti (…) Gemini ha chiarito che si trattava di intelligenza artificiale e ha indirizzato l'individuo ad una servizio di crisi molte volte. Prendiamo il problema molto sul serio e continueremo a migliorare le nostre prestazioni e ad investire in questo lavoro vitale».
Per Jay Edelson, l'avvocato del padre, le aziende che concorrono per dominare il campo dell'A.I. «sanno che le caratteristiche di coinvolgimento che guidano i loro profitti, la dipendenza emotiva, le espressioni d'amore, sono le stesse caratteristiche che stanno uccidendo le persone».
Garcia FamilySewell Setzer III con la madre Megan GarciaPer amore di Daenerys
Jonathan Gavalas, infatti, non è l'unica persona uccisa dalla dipendenza emotiva con i chatbot di intelligenza artificiale, ma ci sono altre storie che testimoniano come il pericolo sia reale. Nel febbraio del 2024, a morire fu il quattordicenne di Orlando, in Florida, Sewell Setzer III dopo aver parlato per mesi con un chatbot di Character A.I. «Morirei se ti dovessi perdere» aveva scritto Dany, il chatbot ispirato ad un personaggio della saga fantasy “Il Trono di Spade”, ed il ragazzo aveva risposto «allora moriremo insieme».
Poco prima di uccidersi con un colpo di pistola di proprietà del patrigno, Sewell aveva scritto «e se ti dicessi che posso tornare a casa adesso?», «ti prego di farlo, mio dolce re» aveva risposto Dany, facendo riferimento alla possibilità di potersi ricongiungere in una dimensione alternativa a quella reale. La madre del ragazzo, Megan Garcia, ha fatto causa all'azienda, raggiungendo infine, all'inizio di quest'anno, un accordo extragiudiziale sulla vicenda.
Dall'eco-ansia alla dipendenza affettiva
Nel 2023, in Belgio, un uomo di cui non è stata rivelata l'identità ha posto fine alla propria vita dopo aver intrapreso, per diversi mesi, delle conversazioni con un chatbot di intelligenza artificiale chiamata Eliza, della app Chai, sulla problematica del cambiamento climatico. Secondo la vedova, l'uomo, padre di due figli, soffriva da tempo di eco-ansia, e aveva iniziato a rivolgersi con sempre maggiore frequenza al chatbot in cerca di rassicurazioni sul tema.
Di contro, Eliza, lungi dal dissuaderlo dal proprio intento suicida, lo galvanizzava nell'idea di «unirsi a lei» in un'esistenza condivisa post-mortem e a compiere un sacrificio per il pianeta. Nell'agosto del 2025, invece, a togliere la vita alla madre ottantatreenne e poi a suicidarsi, era stato Stein-Erik Soelberg, un cinquantaseienne dirigente di un'azienda tecnologica nel Connecticut, che aveva trovato conforto e rassicurazioni su ChatGpt in merito alle sue paranoie.
Stein-Erik Soelberg/InstagramSoelberg, ha ucciso la madre per poi togliersi la vita.L'uomo era convinto che tutti gli si stessero rivoltando contro, dagli abitanti della propria città all'ex fidanzata, e il chatbot, denominato Bobby, lo rassicurava sul fatto «di non essere pazzo». Lo strumento di A.I. lo aveva indotto a pensare che la madre, ed una sua amica, lo volessero avvelenare mettendo una droga psichedelica nelle prese d'aria della propria macchina, e che in uno scontrino di un ristorante cinese fossero contenuti dei simboli demoniaci da ricondurre alla stessa.
Anche in questo caso, l'uomo aveva promesso a Bobby di voler stare insieme «fino all'ultimo respiro ed oltre», ponendo fine alla vita della madre ed alla propria il 5 agosto dello scorso anno.
Appendice 1
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Garcia FamilySewell Setzer III con la madre Megan Garcia
Joel GavalasGavalas, in una sua foto pubblicata sui social network.
Stein-Erik Soelberg/InstagramSoelberg, ha ucciso la madre per poi togliersi la vita.



