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ITALIABerlusconi si ritira dalla corsa al Quirinale: «Servirò il mio Paese in un altro modo»

22.01.22 - 19:30
Il leader di Forza Italia non sarà il nuovo presidente della Repubblica.
Keystone
Berlusconi si ritira dalla corsa al Quirinale: «Servirò il mio Paese in un altro modo»
Il leader di Forza Italia non sarà il nuovo presidente della Repubblica.
«La linea del partito è che Mario Draghi non vada al Quirinale, ma rimanga a Palazzo Chigi», ha precisato il coordinatore Antonio Tajani.

ROMA - Silvio Berlusconi non sarà il nuovo presidente della Repubblica. L'85enne ha fatto un passo indietro e ha deciso di rinunciare al Quirinale, «in nome della ricerca dell'unità del Paese». È quanto ha appreso l'agenzia l'agenzia di stampa ANSA dal vertice del centrodestra tenutosi via Zoom.

«Faremo una proposta condivisa del centrodestra all'altezza - è la linea di Berlusconi - in grado di avere il massimo consenso possibile». Il leader di Forza Italia ha detto di aver verificato l'esistenza dei consensi per una sua eventuale corsa al Quirinale, ha poi ringraziato chi lo ha supportato e ha ribadito di aver servito il Paese.

Berlusconi: «Responsabilità nazionale» - «Ho deciso di compiere un altro passo sulla strada della responsabilità nazionale, chiedendo a quanti mi hanno proposto di rinunciare a indicare il mio nome per la Presidenza della Repubblica. Continuerò a servire il mio Paese in altro modo, come ho fatto in questi anni, da leader politico e da Parlamentare Europeo, evitando che sul mio nome si consumino polemiche o lacerazioni che non trovano giustificazioni e che oggi la Nazione non può permettersi». Così, in una nota, Berlusconi ha motivato la scelta.

Salvini: «Reso un grande servizio all'Italia» - «Scelta decisiva e fondamentale, Berlusconi rende un grande servizio all'Italia e al centrodestra». Ha invece detto il leader della Lega, Matteo Salvini dopo la decisione del Cavaliere. «Il centrodestra ora avrà l'onore e la responsabilità di avanzare le sue proposte senza più veti dalla sinistra», ha aggiunto Salvini.

Tajani: «Draghi rimanga a Palazzo Chigi» - «La linea di Forza Italia - ha dal canto suo spiegato il coordinatore del partito Antonio Tajani all'incontro via Zoom con il Cavaliere - è che Mario Draghi non vada al Quirinale (la sede del presidente della Repubblica, n.d.r.), ma rimanga a Palazzo Chigi (la sede del Governo, n.d.r), dove è inamovibile». Aggiungendo che «non è possibile accettare la ghettizzazione della sinistra nei confronti dei candidati del centrodestra».

I candidati alla successione di Mattarella - Non è ancora chiaro chi sarà il successore di Sergio Mattarella: un sondaggio - pubblicato ieri - realizzato dall'istituto di ricerca Quorum/YouTrend per Sky TG24 mostra che per il Quirinale gli italiani sarebbero molto soddisfatti di un Mattarella bis (65,1%) o dell'elezione al Colle dell'attuale premier Mario Draghi (57,1%); il nome di Berlusconi, ormai da stralciare dalla lista, avrebbe soddisfatto invece solo il 25,7% degli intervistati. In corsa ci sarebbero anche Paolo Gentiloni (38,3%), Emma Bonino (32,2%) e Marta Cartabia (29,0%).

Le prossime tappe - La partita per il Colle e per designare il successore di Sergio Mattarella come presidente della Repubblica Italiana è quindi entrata nella fase decisiva. Mancano infatti meno di 48 ore alla prima votazione, in programma dalle 15 di lunedì alla Camera.

Dopo il passo indietro di Silvio Berlusconi, sono subito partiti serrati i contatti fra i leader dei vari partiti. Domani mattina si terrà un nuovo vertice fra le forze del centrosinistra, con il presidente del Movimento 5 Stelle (M5s) Giuseppe Conte, il segretario del Partito democratico (Pd) Enrico Letta e il leader di Liberi e Uguali (Leu) Roberto Speranza. Nel pomeriggio, alle 15, si riuniranno i grandi elettori di Leu. Alle 17 sono convocati quelli del Pd, nella saletta dei gruppi parlamentari alla Camera. E alle 21 si confronteranno via Zoom quelli del M5s. Lunedì mattina, alle 9, Matteo Renzi ha dato appuntamento a parlamentari e delegati regionali di Italia viva. Alle 13.15 si terrà invece a Montecitorio l'assemblea dei grandi elettori di FI-Udc. E alle 14 è in programma quella di Coraggio Italia.

Un'ora più tardi è convocato il Parlamento in seduta comune, e dalle 15 prenderanno il via le operazioni per la prima votazione del nuovo capo dello Stato.

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