L'utile di Ryanair balza del 40%, O'Leary verso rinnovo

DUBLINO - Balza l'utile di Ryanair nell'esercizio 2025-2026, mentre per conoscere le stime sul nuovo anno bisogna aspettare il mese di luglio, quando si chiude il primo trimestre.
Nel frattempo proseguono le discussioni per il prolungamento dell'incarico all'amministratore delegato Michael O' Leary al 2032. Il manager è in scadenza a fine 2028, ma ha già quasi chiuso l'argomento con il consiglio di amministrazione e si prepara a incontrare «a giorni» i principali azionisti.
L'utile netto è balzato nell'anno del 40% a 2,26 miliardi di euro, esclusi gli 80 milioni accantonati per la multa da 356 milioni dell'Antitrust italiana, ma i legali di Ryanair confidano sul successo del ricorso presentato all'indomani del provvedimento. Lo stesso importo è stato escluso anche dal calcolo dei costi operativi, cresciuti del 6% a 13,09 miliardi. In crescita del 4% il traffico a 208,4 milioni di passeggeri, con un indice di riempimento costante al 94%, mentre i ricavi sono cresciuti dell'11% a 15,54 miliardi di euro.
Per l'intero esercizio Ryanair prevede che se il combustibile rimarrà invariato agli attuali «livelli elevati» i costi operativi saliranno «intorno al 5%». In ogni caso «la domanda rimane forte nonostante la minor visibilità sulle prenotazioni rispetto allo scorso anno».
I risultati finali, secondo Dublino, saranno «pesantemente esposti agli sviluppi del quadro generale, incluso il conflitto mediorientale e quello tra Russia e Ucraina, che rischiano di generare problemi di fornitura dei carburanti, con rialzi dei prezzi prolungati sul 20% del cherosene non ricoperto». Il gruppo rinvia «indicazioni più previse» a luglio e chiude in borsa in forte rialzo del 4,86% a 23,09 euro, dopo un avvio difficile.
O'Leary conferma la copertura sull'80% del costo del cherosene a 668 dollari la tonnellata fino all'aprile del 2027. «Il conflitto in Medio Oriente - spiega - ha creato incertezza economica e ancora adesso non sappiamo quando riaprirà lo stretto di Hormuz». L'Europa tuttavia rimane «relativamente ben rifornita di cherosene, con volumi importanti in arrivo dall'Africa Occidente, dalle Americhe e dalla Norvegia».
«I prezzi spot globali sono comunque balzati a oltre 150 dollari al barile - conclude - e ci aspettiamo che rimangano elevati. Ma la nostra strategia conservativa di copertura metterà i margini al riparo dalla volatilità dei mercati petroliferi e allargherà il vantaggio competitivo di Ryanair rispetto ai rivali».



