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RUSSIA«Mandate Putin in trincea»

22.09.22 - 10:15
Arrestate 1'400 persone durante le proteste contro la mobilitazione parziale indetta dal capo del Cremlino
keystone-sda.ch / STF (ANATOLY MALTSEV)
«Mandate Putin in trincea»
Arrestate 1'400 persone durante le proteste contro la mobilitazione parziale indetta dal capo del Cremlino

MOSCA - «Non voglio essere carne da cannone». «Lasciate vivere i nostri bambini». «Mandate Putin in trincea». Nella notte tra mercoledì e giovedì hanno avuto luogo decine di proteste contro la guerra e la mobilitazione parziale indetta dal capo del Cremlino in tutta la Russia. In totale, sarebbero state arrestate 1'386 persone.

Dietro la coltre che vela la Federazione russa, è impossibile stabilire quanti cittadini si siano mobilitati nelle 38 città in cui ieri sera hanno avuto luogo numerose manifestazioni. Ma stando ai quotidiani nazionali, come il Moscow Times, gli arresti sono cominciati appena dopo il raduno delle persone nelle piazze. In diversi casi, i fermi sono stati violenti. Stando al media indipendente Ovd, per esempio, l'ex calciatore Oleg Kuzmin avrebbe subito una commozione cerebrale dopo essere stato picchiato da degli agenti di polizia.

La maggior parte dei fermi si è verificata a Mosca e a San Pietroburgo ed è stato registrato un numero rilevante di donne tra le persone portate via dalle forze dell'ordine. In diverse hanno spiegato alle testate in loco di temere per la vita dei propri figli e di star facendo di tutto per farli uscire dal territorio russo. Hanno parlato di una paura che sarebbe dovuta arrivare prima, perché ora è già troppo tardi. A oggi, sempre secondo Ovd, almeno 16'500 oppositori sarebbero stati arrestati durante delle proteste dall'inizio del conflitto.

Le proteste di mercoledì sono scaturite in seguito all'annuncio da parte di Vladimir Putin di una mobilitazione parziale, ovvero 300mila riservisti sono stati chiamati a raggiungere le truppe in Ucraina dopo le forti sconfitte registrate dall'esercito russo nella controffensiva lanciata dalle forze ucraine, in particolare nella regione di Kharkiv.

Dopo l'annuncio, i cittadini russi non sono scesi solo nelle piazze. In migliaia hanno cercato una via di fuga. Tant'è che il costo dei biglietti aerei è aumentato di otto volte. Il governo ha assicurato più volte che i confini del Paese resteranno aperti, tuttavia, tra i rimostranti di mercoledì, c'è chi ha espresso forti dubbi in tal senso.

Dall'inizio del conflitto, centinaia di migliaia di russi sono riusciti a lasciare la Federazione. Alla metà di marzo si parlava già di 200mila persone in fuga.

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