AFP
FRANCIA
09.08.2021 - 14:450

Omicidio in Vandea, assassinato un prete

Il presunto autore si sarebbe già consegnato questa mattina alle autorità.

Il sospetto, un rifugiato del Ruanda, sarebbe anche l'autore del rogo avvenuto un anno fa nella cattedrale di Nantes. E in Francia si è già innescato lo scontro tra la leader del Rassemblement National Marine Le Pen e il ministro dell'Interno Gérard Darmanin.

SAINT-LAURENT-SUR-SÈVRE - Il corpo senza vita di un prete è stato scoperto questa mattina nel paesino di Saint-Laurent-Sur-Sèvre, nel dipartimento francese della Vandea. Il ritrovamento è stato confermato, riferiscono i media locali, sia dalla gendarmeria di Mortagne-sur-Sèvre che dalla diocesi.

Il presunto autore del delitto, stando a quanto riferisce il settimanale francese di estrema destra "Valeurs actuelles", si sarebbe poi recato di persona questa mattina presso la gendarmeria, confessando il fatto. Si tratterebbe di un rifugiato originario del Ruanda, arrivato in Francia nel 2012, che soggiornava dall'anno scorso nella comunità monfortana del piccolo comune, situato nell'ovest della Francia.

Non solo. Sempre stando alla stampa francese, il sospetto era un volto già noto alle forze dell'ordine in quanto sarebbe anche l'autore del rogo che poco più di 12 mesi fa - era il mese di luglio del 2020 - aveva danneggiato la cattedrale di Nantes. E per quell'incendio, l'uomo si trovava ancora sotto controllo giudiziario.

Il delegato episcopale alla comunicazione della diocesi di Rennes, Nicolas Guillou, ha affermato che il prete assassinato è stato «vittima della propria generosità», dato che ospitava l'uomo che l'avrebbe poi ucciso.

Scontro politico sul sangue ancora caldo
Il sangue versato questa mattina ha già innescato un acceso scontro politico tra il ministro dell'Interno francese, Gérard Darmanin, e la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, che lo ha chiamato direttamente in causa. «In Francia si può quindi essere clandestini, incendiare la cattedrale di Nantes e non venire mai espulsi, e poi ripetersi assassinando un prete. Ciò che è accaduto nel nostro Paese è di una gravità senza precedenti: è il fallimento totale dello Stato e di Darmanin».

Non si è fatta attendere la replica del ministro, che ha rinviato il cinguettìo al mittente. «Che parole indegne! Invece di mostrare compassione verso i cattolici che hanno accolto questo assassino, la signora Le Pen polemizza senza conoscere i fatti: questo straniero non poteva essere espulso, nonostante il provvedimento d'espulsione, fino alla revoca del suo controllo giudiziario». Il botta e riposta non si è però esaurito. «Dopo questo dramma le vostre sole risposte sono il disprezzo, l'arroganza e il "non è colpa mia". Questo clandestino poteva essere espulso sin dal 2019», ha incalzato Le Pen. «I francesi vogliono fermezza e non queste chiacchiere puerili di un ministro che invece fa lo scaricabarile. Faccia il suo lavoro».

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