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REGNO UNITONuovo picco di contagi nel Regno Unito

28.06.21 - 17:41
Gli esperti avvisano: la variante Delta potrebbe prendere il sopravvento senza un'accelerazione della campagna vaccinale
keystone-sda.ch / STF (ANDY RAIN)
Fonte Ats Ans
Nuovo picco di contagi nel Regno Unito
Gli esperti avvisano: la variante Delta potrebbe prendere il sopravvento senza un'accelerazione della campagna vaccinale
AstraZeneca rassicura: la terza dose funziona

LONDRA - Nuovo picco di contagi da Covid nel Regno Unito, alimentati dall'aggressiva variante Delta: lo certificano i dati diffusi oggi dal governo britannico con altri 22.868 casi nelle ultime 24 ore censite (su 1,2 milioni di tamponi), record nel Paese dal 28 gennaio.

Si tratta di un'impennata evidente, anche se l'effetto dei vaccini continua finora a frenarne l'impatto sui ricoveri negli ospedali, stabili attorno a quota 1.500 in tutti i reparti del Regno, e sui morti giornalieri: che calano addirittura a non più di tre, seppure alleggeriti dal consueto ritardo parziale della raccolta delle statistiche relative al weekend.

La Bbc sottolinea come domenica ci sia stato un problema tecnico, che ha causato un ritardo nel trattamento dei dati del contagio in Inghilterra. Il governo aveva affermato che i casi rimasti in sospeso sarebbero stati comunicati nel successivo aggiornamento.

Gli esperti mettono in guardia - Esperti britannici intervistati dal Guardian avvertono che, se non ci sarà un'accelerazione nelle campagne di vaccinazione e se non si continueranno ad adottare cautele, la variante Delta potrebbe prendere il sopravvento. Anche perché riesce a trasmettersi con una rapidità sorprendente, ossia con un contatto della durata di 5-10 secondi, in base a dati provenienti dall'Australia.

In Gran Bretagna, dove la variante Delta è ormai responsabile del 99% dei casi, e risulta essere il 60% più efficiente della variante Alfa nel trasmettersi, potrebbe essere legata a un maggiore rischio di ricovero per chi ha ricevuto una sola dose di vaccino. «È necessaria una copertura vaccinale più alta per proteggere contro una variante più trasmissibile», ha detto al quotidiano il virologo Stephen Griffin, dell'Università Britannica di Leeds. «Dobbiamo davvero, davvero, ridurre i casi e allo stesso tempo lanciare i vaccini», ha aggiunto.

La velocità dei contagi - A preoccupare sono anche le segnalazioni delle autorità sanitarie australiane, che hanno definito i contagi «spaventosamente rapidi», possibili cioè dopo un contatto di 5-10 secondi, sulla base delle riprese fatte dalle telecamere a circuito chiuso in un centro commerciale di Sydney.

Secondo Griffin una delle contromisure più urgenti è utilizzare il vaccino come un muro per arginare le varianti e fare così in modo che il minor numero di persone sia a rischio di contagio. «Il problema - ha detto al quotidiano - è che non abbiamo raggiunto quel livello di protezione; di conseguenza se i casi positivi continuano ad aumentare, sempre più persone saranno a rischio d'infezione». Questo significa che bisogna utilizzare tutte le risorse possibili e che non è possibile ignorare i bambini nelle campagne di vaccinazione. "Se lo facessimo, potremmo finire in un ciclo di varianti".

Perché la Delta si trasmette così facilmente? - Non è ancora chiaro il motivo per cui la variante Delta si trasmetta così facilmente. Catherine Noakes, membro del Comitato scientifico britannico per le emergenze (Sage), intervistata dal quotidiano britannico, ha detto che le cause potrebbero essere almeno tre: che le persone che si contagiano potrebbero avere una carica virale più alta, che perché il virus si trasmetta è sufficiente l'esposizione a una piccola quantità di virus o ancora che è sufficiente un breve tempo di esposizione perché l'infezione avvenga.

AstraZeneca rassicura, la terza dose funziona - L'aggiunta di una terza dose nella somministrazione del vaccino anti-Covid di Oxford-AstraZeneca rafforza l'effetto immunitario dell'antidoto e la sua capacità di neutralizzare sia la variante Alfa del virus (inglese), sia quella Beta (sudafricana), sia soprattutto quella Delta (indiana) che in questa fase preoccupa e dilaga di più nel mondo.

Lo si legge nel comunicato diffuso oggi dalla stessa AstraZeneca in allegato alla presentazione dei risultati di un nuovo studio sperimentale aggiornato condotto dai ricercatori di Oxford.

Il terzo richiamo, inoculato almeno sei mesi dopo la seconda dose, incrementa gli anticorpi fino a sei volte, viene precisato. Mentre «rivela una più elevata neutralizzazione delle varianti Alfa (B.1.1.7), Beta (B.1.351) e Delta (B.1.617.2)». Non solo: sia la seconda, sia la terza dose fanno registrare una minore reazione nei pazienti agli affetti collaterali rispetto alla prima. Reazioni comunque rare in generale e in larga parte «a basso impatto» e «ben tollerate», si sottolinea.

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