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Non sono esclusi lockdown limitati, in Piemonte, se la situazione epidemiologica dovesse peggiorare.
ITALIA
16.10.2020 - 15:420
Aggiornamento : 17:23

Se la situazione dovesse peggiorare il Piemonte potrebbe fare ricorso a lockdown limitati

La Lombardia è più ottimista: «Le nuove misure non saranno drammatiche».

TORINO - Non sono esclusi lockdown limitati, in Piemonte, se la situazione epidemiologica dovesse peggiorare. A dirlo oggi è stato Bartolomeo Griglio, responsabile del dipartimento prevenzione dell'assessorato alla Sanità della Regione Piemonte.

«Non c'è ancora nulla di definito, ma dobbiamo essere pronti e stiamo definendo le priorità», ha spiegato nel corso della conferenza stampa sulle nuove linee guida per la gestione dei contagi a scuola. «Stiamo mettendo in piedi un panel di misure, che serviranno per fare i famosi lockdown limitati, cercando di salvaguardare le attività produttive e le scuole».

È di quattro decessi e 821 nuovi contagi (487 gli asintomatici), rispetto ai 1033 di ieri, il bilancio dell'emergenza coronavirus nelle ultime 24 ore in Piemonte. Aumentano ancora i ricoveri: sono 43 quelli in terapia intensiva (+3) e 658 quelli non in terapia intensiva (+63). Le persone in isolamento sono 7.537. I tamponi diagnostici finora processati sono 838.419 (+ 9.707rispetto a ieri), di cui 451.952 risultati negativi.

Dall'inizio della pandemia, in Piemonte ci sono stati 4.194 decessi e 41.895 positivi, mentre i guariti sono 29.134.

Lombardia più ottimista - «Le nuove misure non saranno misure drammatiche». Lo ha detto oggi il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, dopo l'incontro con i sindaci in videoconferenza parlando della prossima ordinanza che potrebbe essere emanata tra questa sera e domani. «I lombardi possono essere meno preoccupati - ha aggiunto - ma devono essere attenti alle misure altrimenti c'è il rischio che l'epidemia degeneri». «Io - ha anche aggiunto Fontana - sono meno preoccupato che a marzo».

Le misure che la Regione Lombardia prenderà riguarderanno in particolar modo il trasporto locale - ridurre le persone sui mezzi pubblici - e la scuola (parziale insegnamento a distanza), ha spiegato Fontana. La didattica a distanza riguarderà solo le scuole superiori. «Abbiamo chiesto che si cerchi di organizzare la distribuzione dell'inizio delle attività scolastiche, questo dovrebbe portare a una riduzione delle presenze sul trasporto pubblico».

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