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Archiviata l'indagine sul presidente della Fed. Ma la Casa Bianca va avanti

L'inchiesta penale si chiude, ma l'amministrazione insiste sulla necessità di chiarimenti riguardo alla gestione finanziaria della Banca centrale.
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Fonte ATS
Archiviata l'indagine sul presidente della Fed. Ma la Casa Bianca va avanti
L'inchiesta penale si chiude, ma l'amministrazione insiste sulla necessità di chiarimenti riguardo alla gestione finanziaria della Banca centrale.

WASHINGTON - Il Dipartimento di Giustizia americano archivia l'indagine penale e serve la rivincita piena al presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. Ma la Casa Bianca non molla e assicura: «Va avanti, è solo spostata», dice la portavoce Karoline Leavitt, senza fornire dettagli. Jeanine Pirro, la procuratrice federale capo per il Distretto di Columbia, ha disposto l'archiviazione dell'indagine penale a carico di Powell, rimuovendo l'ostacolo più significativo alla conferma da parte del Senato di Kevin Warsh, designato dal presidente Donald Trump, come suo successore di Powell.

In un post su X, a tre giorni dall'audizione di Warsh alla Commissione bancaria per la conferma, Pirro ha annunciato che l'Ispettore Generale della Fed indagherà sugli sforamenti dei costi relativi alla ristrutturazione multimiliardaria della sede della Banca centrale Usa, a Washington, alla base dell'indagine su Powell.

Il senatore repubblicano Thom Tillis, componente della Commissione, ha messo in chiaro più volte in chiaro che avrebbe di fatto bloccato la votazione su Warsh fino alla conclusione dell'indagine penale, considerata come una vera e propria minaccia all'indipendenza della Fed.

«Mi aspetto un rapporto esaustivo a breve termine e confido che l'esito contribuirà a risolvere, una volta per tutte, le questioni che hanno indotto questo Ufficio a emettere i mandati di comparizione», ha rincarato Pirro, che fino a pochi giorni fa ha assicurato il suo pieno impegno a proseguire l'azione penale fino al raggiungimento degli obiettivi. «Di conseguenza, ho dato disposizione al mio Ufficio di chiudere la nostra indagine, mentre l'Ispettore Generale avvia la sua inchiesta. Si noti bene, tuttavia, che non esiterò a riaprire un'indagine penale qualora i fatti dovessero richiederlo».

Un primo e immediato commento della Casa Bianca ha rimarcato che «i contribuenti americani meritano risposte in merito alla gestione finanziaria inadeguata della Federal Reserve; le maggiori facoltà investigative di cui dispone l'Ufficio dell'Ispettore Generale lo pongono nella posizione ideale per fare piena luce sulla questione», esprimendo "fiducia" sulla rapida conferma di Warsh «quale prossimo presidente della Federal Reserve, ripristinando finalmente la competenza e la credibilità nel processo decisionale della banca centrale».

A dispetto della presa di posizione di Karoline Leavitt, la conclusione della vicenda era già scritta, dopo la sentenza di marzo del giudice capo del Tribunale distrettuale degli Stati Uniti, James Boasberg. Nel pronunciamento, Boasberg, aveva stabilito che le citazioni a comparire emesse dal Gran Giurì a carico di Powell costituivano un «mero pretesto» per esercitare pressioni sulla Fed. Insomma, un modo per piegare il banchiere centrale, che pure il tycoon aveva voluto alla guida dell'Istituto centrale nel suo primo mandato, alla volontà della Casa Bianca in materia di politica monetaria. Insomma, il taglio dei tassi per rilanciare l'economia fortemente voluto da Trump, a dispetto delle crescenti pressioni inflazionistiche e anche a costo di bruciare l'indipendenza della Banca centrale Usa reclamata dai mercat

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