Cerca e trova immobili
SPAGNA

Ecco perché Maria è riuscita a spegnere 117 candeline

Uno studio svela il mistero della sua straordinaria longevità. E non è tutta genetica...
Wikimedia Commons/Public Domain
Fonte 20minuten
Ecco perché Maria è riuscita a spegnere 117 candeline
Uno studio svela il mistero della sua straordinaria longevità. E non è tutta genetica...

MADRID - Maria Branyas Morera, morta nel 2023 all’età di 117 anni, era considerata la persona più anziana del mondo. Oggi la scienza prova a spiegare il mistero della sua straordinaria longevità grazie a un’analisi genetica e biologica condotta da un team guidato dal medico Manel Esteller dell’Università di Barcellona.

Prima di morire, Branyas aveva autorizzato i ricercatori a utilizzare i suoi campioni di sangue, saliva, urina e feci. I dati raccolti sono stati confrontati con quelli di altre donne provenienti da Spagna e Portogallo. I risultati, pubblicati sulla rivista Cell Reports Medicine, indicano che la sua lunga vita fu probabilmente il frutto di una combinazione di fattori genetici favorevoli e abitudini quotidiane salutari.

Branyas non fumava, non beveva alcol, si muoveva regolarmente e manteneva una vita sociale attiva. Inoltre, presentava varianti genetiche collegate alla protezione da malattie come demenza, cardiopatie e diabete. Persino le sue cellule apparivano biologicamente più giovani rispetto alla sua età anagrafica.

Un altro dato sorprendente riguarda la sua flora intestinale: era simile a quella di persone molto più giovani, con un’elevata presenza di bifidobatteri. Secondo gli studiosi, questa caratteristica potrebbe essere stata favorita dal consumo quotidiano di tre yogurt, abitudine che avrebbe contribuito a rafforzare le difese contro le infiammazioni.

Gli esperti, tuttavia, invitano alla cautela. «Tre yogurt al giorno non bastano certo a garantire la longevità», osserva Mary Armanios della Johns Hopkins University, sottolineando che anche fattori socio-economici come reddito e istruzione incidono in modo decisivo sulla speranza di vita. «Ci sono geni che limitano la durata della vita – spiega – ma non sappiamo se i “buoni geni” siano sufficienti a superare condizioni sociali difficili».

Resta quindi aperto l’interrogativo se a determinare i 117 anni di Branyas siano stati davvero i suoi geni o, semplicemente, un pizzico di fortuna. Esteller, tuttavia, guarda avanti: il suo obiettivo è sviluppare farmaci in grado di replicare gli effetti delle varianti genetiche favorevoli. «Maria ha avuto in dono ottimi geni dai suoi genitori – conclude lo scienziato – ma noi non possiamo scegliere i nostri. Possiamo però provare a imitarne i benefici».

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.

Sappiamo quanto sia importante condividere le vostre opinioni. Tuttavia, per questo articolo abbiamo scelto di mantenere chiusa la sezione commenti.

Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.

Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.

Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!
NOTIZIE PIÙ LETTE