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SUDAFRICA«Amiamo quello che ha fatto, ma dopo dieci anni non è cambiato molto»

05.12.23 - 17:26
Il Sudafrica ricorda Nelson Mandela deceduto il 5 dicembre del 2013.
AFP
Fonte ATS ANS
«Amiamo quello che ha fatto, ma dopo dieci anni non è cambiato molto»
Il Sudafrica ricorda Nelson Mandela deceduto il 5 dicembre del 2013.

CITTÀ DEL CAPO - Murales col volto sorridente di Nelson Mandela adornano ancora molti edifici pubblici in Sudafrica dieci anni dopo la sua morte a 95 anni il 5 dicembre del 2013.

Ma per i sudafricani Mandela suscita sentimenti misti, soprattutto tra i più giovani che si trovano a vivere in un Paese dove la disoccupazione giovanile sfiora il 60%. Nelson Mandela divenne nel 1994 il primo presidente nero eletto democraticamente del Paese. Scontò 27 anni di carcere per la sua lotta contro l'apartheid e uscì di prigione, già anziano, solo nel 1991.

Mandela aveva portato orgoglio e speranza a un Paese lacerato da oltre quattro decenni di apartheid. Dopo quasi tre decenni di governo del suo partito storico, l'African National Congress (Anc), le disuguaglianze sono aumentate, secondo la Banca Mondiale, la corruzione è dilagante e le interruzioni di corrente elettrica sono paralizzanti per l'economia e per la gente.

«Amiamo quello che ha fatto, amiamo la libertà che ci ha dato», ha detto all'Afp, Prosper Nkosi che vive vicino alla vecchia casa di Mandela nella township di Soweto, a Johannesburg, «ma dopo dieci anni non è cambiato molto, vorrei che le cose migliorassero», ha aggiunto.

Le elezioni nazionali sono previste per la prima metà del 2024 e i sondaggi indicano che la quota di voti dell'Anc potrebbe scendere per la prima volta sotto il 50%.

«Ho un rapporto di amore-odio con il vecchio», dice Sihle Lonzi, 26 anni, alla Bbc. Lonzi è il leader del ramo studentesco del terzo partito del Sudafrica, il partito estremista di sinistra Economic Freedom Fighters (Eff), e fa parte di una generazione cresciuta dopo la fine del sistema razzista.

Troppo giovani per aver vissuto la lotta di liberazione o gli anni di presidenza di Mandela, Lonzi e i suoi coetanei hanno rivalutato l'eredità politica dell'icona anti-apartheid. Scegliendo con cautela le parole, Lonzi dice alla Bbc che Mandela ha dato al popolo sudafricano la libertà politica, ma non quella economica.

Anita Dywaba, 24 anni, borsista della Fondazione delle Nazioni Unite per la Next Generation, ha detto alla Bbc che non dà la colpa a Mandela per i fallimenti del Sudafrica e ricorda invece che è riuscito nel porre fine all'apartheid in modo pacifico.

Mathabo Mahlo, 24 anni, studentessa di master alla Rhodes University del Sudafrica, anche lei intervistata da Bbc dice che la sua generazione è «disillusa» e molto critica nei confronti dell'eredità di Mandela, ma ammette che il primo presidente nero del Paese evoca ancora un senso di speranza di cui il Paese ha ora disperatamente bisogno.

COMMENTI
 

Joe Black 2 mesi fa su tio
Il problema principale sta nella corruzione e nella non istruzione. La prima assolutamente da combattere e da eliminare ( cosa al momento quasi impossibile) e la seconda sarebbe da introdurre a livello professionale. Questo paese purtroppo a livello professionale è rimasto indietro di decenni e questo è un grosso problema, anche perché il sistema d’immigrazione non funziona per le persone e/o le potenziali ditte che vorrebbero investire e portare il loro no how in questo paese. I giovani con Internet vedono cosa sta intorno a loro e sognano di poter arrivare ad avere tante cose,ma purtroppo invano. A meno che non abbiano la possibilità di andare all’estero, ma poi quanti tornano? Il Sud Africa è un paese bellissimo con una natura incontaminata e fantastica, ma purtroppo la realtà di vita della popolazione è da una parte catastrofica. Noi,veniamo da una delle nazioni democratiche più vecchie al mondo e nel nostro piccolo ancora adesso abbiamo problemi con il rösti graben e con il spaghetti graben. Figuratevi qui in Sud Africa con Zulu,Xhosa,Colored,Bianchi,Indiani,ecc… a cercare di farli andare d’accordo insieme,ci vorranno centinaia di anni. Adesso nel Western Cape per le prossime elezioni del 2024 ci si sta preparando per rendersi autonomi,forse un’utopia?! Se si dovesse arrivare a questa soluzione nascerà una nuova perla nel continente Africano. E di questo all’estero quasi nessuno ne è a conoscenza. Andate a guardare in internet su capexit.org e vi renderete conto di cosa si vuole fare. La gente è stanca di questo sistema politico che non funziona, come la corrente elettrica e tante altre cose. Qui termino, perché è meglio.

Peter Parker 2 mesi fa su tio
Risposta a Joe Black
Grazie delle info e link.
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