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L'alluvione e la conta dei morti, e se succedesse anche a noi?

ALLUVIONE IN ITALIAL'alluvione e la conta dei morti, e se succedesse anche a noi?

18.05.23 - 19:30
A morire in Emilia Romagna chi cercava di salvare cose e animali. Oppure chi tentava di riparare le grondaie. Cosa evitare e cosa fare?
Vigili del fuoco / Twitter
L'alluvione e la conta dei morti, e se succedesse anche a noi?
A morire in Emilia Romagna chi cercava di salvare cose e animali. Oppure chi tentava di riparare le grondaie. Cosa evitare e cosa fare?

RAVENNA - È in continuo e triste aggiornamento la conta delle persone trovate senza vita in Emilia Romagna. Quattro vittime a Cesena, tre a Forlì, 5 nella provincia di Ravenna e una nel Bolognese, in tutto almeno 13 morti per il mal tempo. Qualcuna, tra queste ultime, forse inevitabile ma altre certamente si sarebbero potute evitare. 

Almeno stando alla cronaca di quanto avvenuto in queste ultime ore in Emilia Romagna e soprattutto alla dinamica degli eventi risultati poi fatali. Come quanto accaduto ai coniugi e agricoltori Palma Maraldi (73anni) e Sauro Manuzzi (69), travolti dal fiume Savio, mentre cercavano di mettere in salvo la loro amata asina, in provincia di Cesena, dove a perdere la vita è stato anche Riccardo Soldati (77), che in giardino cercava di riparare delle grondaie.

Oppure come la tragedia occorsa al pensionato Vittorio Tozzi (67 anni) di Forlì, annegato nella sua casa, probabilmente mentre cercava di salvare qualche oggetto e i suoi coniglietti. Ma c'è poi anche chi, come Fabio Scheda (43 ), è morto cercando di installare una pompa per svuotare un garage nei pressi di Bologna.

Dunque chiedersi cosa fare e cosa soprattutto non fare in caso di alluvione sembra quanto meno legittimo. A questo riguardo la Protezione Civile italiana ha twittato un vademecum, elencando le «imprudenze» da evitare e le cose «da fare». 

I luoghi più pericolosi in casa e fuori - Premettendo che è importante conoscere le criticità del territorio dove si vive, cercando di sapere se in passato si siano verificati eventi alluvionali, i consigli partono col precisare che «in casa, le aree più pericolose sono le cantine, i piani seminterrati e i piani terra», mentre all'esterno sono assolutamente da evitare i «sottopassi, i tratti vicini agli argini e ai ponti, le strade con forte pendenza e in generale tutte le zone più basse rispetto al territorio circostante».

Qualora nei pressi della propria abitazione o sul territorio circostante si notassero corsi d'acqua ostruiti o tombini intasati, è bene renderlo noto al proprio Comune. E a scopo preventivo è utile non lasciare in cantina cose di valore, premunirsi di una torcia sempre carica e di una copia di tutti i documenti, così come una cassetta del pronto soccorso e una radio a pile.

Se poi si abita in zona a rischio allagamenti, e per di più in concomitanza con uno stato di allerta attivo, il prontuario della Protezione Civile raccomanda di non dormire nei piani seminterrati e di utilizzare sacchi di sabbia per "arginare" gli ingressi, chiudendo bene porte di cantine o garage.

In caso di alluvione - Infine, in caso di alluvione l'elenco è lungo ma non tutto è ovvio nei contenuti. Se ci si trova al chiuso, ad esempio, si parte dal non pensare alle cose da salvare, specie se questo comporta di recarsi nei piani bassi della casa o del posto di lavoro. Evitare quindi di utilizzare l'ascensore e chiudere l'impianto elettrico, curandosi di non avere le mani bagnate. Importante: non berà l'acqua del rubinetto, che potrebbe essere stata contaminata.

Se invece ci trova all'aperto, Sarà bene allontanarsi dalla zona allagata senza utilizzare l'auto - potrebbe spegnersi e restare intrappolata - cercando di raggiungere zone più elevate e non a rischio smottamenti. In tutto questo, sono da evitare: «Sottopassi, argini, ponti», con un occhio di riguardo a dove si appoggiano i piedi, dato che l'acqua potrebbe nascondere fossi e voragini. Evitare di sovraccaricare le linee telefoniche.

Dopo l'emergenza, prima di tornare ad utilizzare acqua potabile e le reti di scarico è bene informarsi.

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COMMENTI
 

carlo56 1 anno fa su tio
poveracci! la loro forza è di essere gente lavoratrice però ora pagano l’incuria del territorio, leggi incomprensibili che impediscono ai contadini di pulire i loro sedimi demandando a uno stato inesistente, e concessioni edilizie in luoghi inadatti se non pericolosi. Decenni di cattiva gestione del territorio diventano drammatici se confrontati con episodi eccezionali. Da noi non sono esclusi stratempi però siamo sempre stati più oculati nella gestione del territorio e abbiamo fatto le opere necessarie nei luoghi a rischio. Ciò però non è per forza una garanzia d’immunità.

Andy 82 1 anno fa su tio
cavoli ho passato per 15 anni le vacanze in Emilia Romagna e veramente male vedere quell'inferno in quel paradiso..gli emiliani sono delle persone magnifiche..forza e speriamo chi la politica nn li abbandoni come in mille altri casi ..

HPR 1 anno fa su tio
Da non dimenticare l'alluvione del 1978 che ha fatto gravi danni nel locarnese e nelle terre di pedemonte .

Soleluna 1 anno fa su tio
Non potrò mai dimenticare come una bomba d'acqua colpì Bombinasco la casadove morirono una donna e sua figlia.Il nostro territorio è a rischio eccome....

Basico 1 anno fa su tio
potrebbe capitare....però noi facciamo manutenzione

Swissabroad 1 anno fa su tio
Risposta a Basico
E a te chi dice che i torrenti non fossero stati oggetti di manutenzione ? Qua si parla di piogge torrenziali fuori dal comune. Dimentichi Briga ? Davesco ? Tanto per fare un esempio. Anche di fronte a certe tragedie si vuole fare i professorini.

Emib5 1 anno fa su tio
Risposta a Basico
Devi essere giovane per non ricordare che l'evento citato in un commento sotto e che riguardò il torrente Dragonato a Bellinzona ebbe come causa principale la mancata pulizia dell'alveo. Caso mai lo avessi scordato, Bellinzona è *da noi*

Brissago 1 anno fa su tio
Risposta a Basico
Forse sei troppo giovane per ricordare che da noi son successe anche alluvioni, contro la forza della natura puoi fare tutta la prevenzione che vuoi, vincerà sempre la natura! ovvio meglio fare prevenzione che non farla,ma non è questo il caso, è venuta giù in pochi giorni l'acqua che dovrebbe venire giù in 6 mesi! che prevenzione puoi fare?

UtenteTio 1 anno fa su tio
Risposta a Emib5
In che anno era il Dragonato? Ma c'era anche quello del riale Vallascia, solo che non ricordo più in che anno eravamo intervenuti come esercito corso rip.

F/A-19 1 anno fa su tio
Risposta a UtenteTio
Beh, io mi ricordo invece ad un corso di ripetizione in valle Bedretto, tutto distrutto e tutto da rifare, 30 anni fa circa..., comunque ponti spariti, canalizzazioni, terreni franati e strada interrotta in più tratti, erano gli anni 90.

UtenteTio 1 anno fa su tio
Media dalla memoria corta! In Ticino le alluvioni non sono mancate, ricordo quando ero ad un corso rip. ed abbiamo avuto l'ordine di mobilitarci (verdi, civilisti ed ambientalisti nemmeno l'ombra) quando è uscito il riale nel bellinzonese ed abbiamo aiutato a portare in salvo cose e beni, auto impignate sotto a tronchi e detriti, Cantine sott'acqua dove tra il congelatore ed il soffitto c'erano 1.50m di spazio, persone, soppratutto gli anziani che ti offrivano il caffé per l'impegno che ci hai messo nell'aiutarli. Ricordo una signora che mi ha chiesto di fargli fare una passeggiata al cane perché non poteva uscire visto i detriti che gli hanno bloccato e distrutto la porta.
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