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ROMA

L'Italia senza bimbi, la natalità è al minimo storico

Nascite al di sotto della soglia di 400mila nuovi nati
Foto Deposit
Fonte ATS
L'Italia senza bimbi, la natalità è al minimo storico
Nascite al di sotto della soglia di 400mila nuovi nati
ROMA - Mai tante culle vuote. Nel 2022 la natalità in Italia ha raggiunto il suo minimo storico. E per la prima volta dall'unità di Italia le nascite sono state al di sotto della soglia di 400mila, fermandosi a 393mila. Mentre la morta...

ROMA - Mai tante culle vuote. Nel 2022 la natalità in Italia ha raggiunto il suo minimo storico. E per la prima volta dall'unità di Italia le nascite sono state al di sotto della soglia di 400mila, fermandosi a 393mila.

Mentre la mortalità ha continuato a mantenersi elevata: i decessi sono stati 713mila, 320mila più delle nascite. Con il risultato che ogni 1000 abitanti si sono registrati 7 neonati e 12 morti.

A segnalare il nuovo record negativo delle nascite è l'ultimo report dell'Istat sugli indicatori demografici, che fotografa un Paese in cui la popolazione residente continua a diminuire, per effetto di un eccesso di morti sulle nascite, e a invecchiare.

E in cui i movimenti migratori interni e per l'estero sono tornati ai livelli pre-pandemia, con più 55mila persone che hanno lasciato il Mezzogiorno per trasferirsi soprattutto nelle regioni del Nord.

Sempre meno bebè, la media è un figlio per coppia

Rispetto al 2018, l'ultimo anno in cui si registrò un aumento delle nascite, il calo è di circa 184mila nati. E il numero medio di figli per donna si è ridotto a 1,24. Il rapporto si interroga sulle ragioni e le riconduce solo in parte a una scelta delle coppie, dando invece un peso significativo al progressivo invecchiamento della popolazione femminile: la continua posticipazione dell'esperienza della maternità finisce con il trasformarsi in una definitiva rinuncia.

La regione con la fecondità più alta è il Trentino-Alto Adige con un valore pari a 1,51 figli per donna, seguita da Sicilia e Campania, che però registrano valori molto più bassi, rispettivamente 1,35 e 1,33. Fanalino di coda la Sardegna che, con un valore pari a 0,95, è per il terzo anno consecutivo l'unica regione con una fecondità al di sotto dell'unità.

Una persona su 4 ha 65 anni, centenari triplicati in 20 anni

Nonostante l'elevato numero di morti degli ultimi tre anni, oltre 2 milioni e 150mila, di cui il 90% riguardante persone con più di 65 anni, il processo di invecchiamento della popolazione è proseguito, portando l'età media della popolazione a 46 anni. Gli over 65 sono più di 14 milioni e costituiscono il 24% della popolazione. Il numero dei centenari, che si è triplicato negli ultimi 20 anni, per la prima volta sfiora la soglia di 22mila.

Popolazione residente in calo del 3%, su gli stranieri

Gli abitanti sono scesi a 58 milioni e 851mila, 179mila in meno del 2021. Un calo che pur essendo inferiore a quello degli anni più acuti della pandemia, non è stato compensato dai movimenti migratori con l'estero, che pure hanno visto per l'Italia un recupero di attrattività con un saldo netto salito a +229mila nel 2022.

I movimenti migratori interni penalizzano il Sud e in particolare la Basilicata e la Calabria, con un saldo negativo nelle due regioni pari al 5,5%, contro una media del 3,4%. Torna anche a crescere il numero degli stranieri : al primo gennaio 2023 sono 5 milioni e 50mila. 20mila in più dell'anno precedente (+3,9%).
 
 

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