AFP
Ieri Zabihullah Mujahid ha annunciato i nomi del nuovo governo di transizione.
AFGHANISTAN / STATI UNITI
08.09.2021 - 07:310
Aggiornamento : 09:06

La composizione del nuovo governo dell'Afghanistan preoccupa gli Stati Uniti

Il Qatar, invece, riconosce il «pragmatismo» talebano

KABUL - Gli Stati Uniti sono «preoccupati» dal governo formato dai talebani e lo giudicheranno sulla base dei fatti. Lo afferma il Dipartimento di Stato.

«Notiamo che la lista dei nomi annunciati» per la composizione del governo «include tutti membri dei talebani o loro alleati e nessuna donna», afferma il Dipartimento di Stato, dicendosi «preoccupato dai precedenti di alcuni membri. In ogni caso giudicheremo i talebani sulla base delle loro azioni e non delle parole». E fra le azioni sotto osservazione c'è la disponibilità o meno del nuovo governo di lasciar uscire dal paese gli afghani che lo vogliono.

Le parole del Dipartimento di Stato fanno eco a quelle della portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, secondo la quale «non c'è fretta di riconoscere i talebani»: tutto dipenderà dal loro comportamento, ha spiegato, e soprattutto dal trattamento riservato agli americani e agli afghani che vogliono lasciare il paese.

Il nuovo governo dei talebani include come ministro dell'interno Sirajuddin Haqqani, che è attualmente ricercato dall'Fbi per terrorismo.

Il Qatar riconosce il «pragmatismo» talebano - La preoccupazione statunitense non trova riscontro in Qatar: secondo la viceministra degli Esteri Lolwah al-Khater i talebani «hanno mostrato una buona dose di pragmatismo» e «sono i governanti de facto (dell'Afghanistan), non c'è dubbio», ha aggiunto senza invocare però il riconoscimento immediato del nuovo regime islamista a Kabul.

In un'intervista esclusiva all'AFP registrata lunedì sera - prima dell'annuncio del nuovo governo afghano - la viceministra degli esteri qatariota ha invitato la comunità internazionale a rimanere costruttiva nella gestione della crisi, ritenendo che spetta agli afghani decidere il proprio futuro. «Cogliamo le opportunità che si presentano e (...) mettiamo da parte le nostre emozioni», ha proseguito.

Il Qatar è diventato un protagonista chiave nella crisi con un ruolo di mediatore neutrale e influente. In particolare ha accolto con favore i negoziati conclusi nel 2020 tra gli Stati Uniti dell'ex presidente Donald Trump e i talebani, poi tra questi ultimi e l'opposizione afgana dell'ormai deposto presidente Ashraf Ghani.

In questi giorni Doha ha esortato i talebani a rispettare le richieste occidentali, compreso il rispetto dei diritti delle donne e la possibilità per coloro che desiderano lasciare il paese liberamente. «Non stiamo spingendo per un riconoscimento diplomatico del nuovo regime» e «non smetteremo di negoziare» se non manterranno tutte le loro promesse, ha aggiunto la viceministra.

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