Imago/Keystone
A sinistra: il segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede, Paul Richard Gallagher. A destra: una manifestazione a sostegno del DDL Zan durante il pride di Torino del 5 giugno scorso.
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ITALIA / CITTÀ DEL VATICANO
22.06.2021 - 09:130
Aggiornamento : 09:32

Ddl Zan: il Vaticano si mette ufficialmente di traverso

Fatto senza precedenti, la Santa Sede ha attivato i proprio canali diplomatici perché il disegno di legge sia modificato

ROMA / CITTÀ DEL VATICANO - Il Vaticano irrompe in maniera inaspettata nel lungo e travagliato dibattito sul progetto di legge italiano contro l'omo-, lesbo-, bi- e transfobia, il Ddl Zan. Fatto del tutto inconsueto, la Santa Sede ha infatti attivato i propri canali diplomatici presso lo Stato italiano perché la norma sia modificata in virtù del Concordato Stato-Chiesa. La nuova legge lederebbe in particolare la «piena libertà» di azione della Chiesa cattolica in Italia.

Come rivela il Corriere della Sera, a muoversi per difendere le prerogative del Vaticano e dei cattolici nella vicina penisola è stato monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati. Il 17 giugno scorso, il "ministro degli Esteri" vaticano ha in particolare consegnato una nota verbale all'Ambasciata italiana presso la Santa Sede in cui si esprimeva preoccupazione per come la norma - che vieta «ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo» che inciti «alla discriminazione o alla violenza» per motivi «fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità» - potesse ridurre «la libertà garantita alla Chiesa Cattolica dall’articolo 2, commi 1 e 3 dell’accordo di revisione del Concordato».

Quest'ultimo, firmato nel 1984, rappresenta l'evoluzione dei Patti Lateranensi che regolano i rapporti tra Stato italiano e Santa Sede. Garantisce in particolare alla Chiesa cattolica «la piena libertà di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione» e ai suoi fedeli «e alle loro associazioni e organizzazioni la piena libertà di riunione e di manifestazione del pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione».

Che la Conferenza episcopale italiana (CEI) e diversi prelati di spicco della vicina penisola fossero contro il Ddl Zan non è una novità. A essere senza precedenti, secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, è invece che la Santa Sede attivi i propri canali diplomatici presso lo Stato italiano perché un disegno di legge sia modificato per tutelare le prerogative della Chiesa cattolica sancite dal Concordato.

A infastidire il Vaticano, oltre al timore di vedere limitate la libertà di organizzazione ed espressione, sarebbe, tra gli altri, l'articolo 7 del disegno di legge italiano. Quest'ultimo dispone infatti che il 17 maggio - che diventerebbe ufficialmente anche in Italia Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia - «le scuole», e quindi anche gli istituti privati e cattolici, organizzino «cerimonie, incontri e ogni altra iniziativa utile» per «promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione nonché di contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, in attuazione dei princìpi di eguaglianza e di pari dignità sociale sanciti dalla Costituzione» italiana.

Trasmesso al Senato il 5 novembre scorso per la lettura finale, il Ddl Zan prevede - un po' come avvenuto in Svizzera con la norma contro l'omofobia - che il codice penale sia modificato per includere, agli articoli 604-bis e 604-ter sul razzismo, anche il riferimento a ogni discriminazione fondata «sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o
sulla disabilità». La sinistra italiana chiede un'approvazione nelle prossime settimane. Il centrodestra preme invece per un'estesa, ulteriore discussione in Senato, che allungherebbe inevitabilmente i tempi.      

Commenti
 
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volabas56 3 mesi fa su tio
Come si fa a chiamare il vaticano "santa sede", quando hanno perpetrato nei corsi dei millenni delle atrocita' in nome di una religione. E qui Dio e Cristo, con questi non hanno niente a che vedere.
Mattiatr 3 mesi fa su tio
@volabas56 Io non sono uno che frequenta spesso le chiese, anzi direi il contrario. Però criticare qualcuno per qualcosa che i rappresentanti del suo credo hanno fatto qualche secolo fa mi pare una gran baggianata. Diciamo che criticare le crociate in tempi moderni è come voler proibire Biancaneve perché il bacio non è consenziente oppure Cenerentola perché rappresenta perversioni per i piedi. Direi che sarebbe meglio concentrarsi sugli scandali recenti, la quale mi pare che l'ultimo papa si stia adoperando non poco. Forse bisognerebbe smetterla di crearsi delle idee sulla base di giudizi pregressi (non solo nella direzione del politically correct).
volabas56 3 mesi fa su tio
@Mattiatr Allora porgi pure l'altra guancia; per me le malefatte non vanno mai in prescrizione .Se ragioni cosi allora fra un po' di anni dirai hai nostri nipoti che non devono criticare gli ecclesiastici pedofili ( e sono miglia nel mondo) , che sono vissuti nel 20 secolo, perchè bisognera' concentrarsi sui nuovi scandali che questa grande bottega che è la chiesa commettera' ancora. Vegn gio dakl fic.
Mattiatr 3 mesi fa su tio
@volabas56 Puniresti mai il figlio per i reati del padre? Oppure faresti mai di tutta l'erba un fascio? Non sto affermando che non sia giusto criticare l'operato schifoso di preti pedofili (che io rinchiuderei in una stanza per buttar via la chiave in un fiume), sto solo dicendo che non ci si può concentrare solo sul passato. Considerare criminali un intera categoria per le azioni di pochi è ridicolo, esattamente come è ridicolo e sbagliato farlo nei confronti degli stranieri, o di altri. Poi forse è giusto guardare male ogni prete perché uno del suo credo da qualche parte ha fatto azioni schifose.
Booble63 3 mesi fa su tio
Si può essere a favore o contrari ma il fatto è che lo status quo garantisce la quasi impunità a molti tipi di discriminazione. L’Italia, ma anche il Ticino è il resto del mondo sono pieni di bacchettoni omofobi che si nascondono dietro la religione per esprimere le loro idee fasciste.
Tato50 3 mesi fa su tio
@Booble63 E anche un pochino pedofili !!!!!!!
Anna 74 3 mesi fa su tio
è una vergogna la natura è uomo e donna
Genchi 67 3 mesi fa su tio
@Anna 74 Io sono etero è sposato,ma leggere certi commenti mi rabbrividire e anche vomitare,invece di scrivere fatti curare ,ammesso che sei ancora in tempo
Dario Lampa 3 mesi fa su tio
@Anna 74 una vergogna è pensare queste cose nel 2020.
He 3 mesi fa su tio
27 Dio creò l'uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. … li creò quindi a sua immagine. Sia maschio che femmina. Tranquilli cattolici, dio è uno e l’altra. Avete un tantino travisato. :-)
Cdg 3 mesi fa su tio
La legge deve essere approvata, anche se non piace all'estrema destra e neanche alla chiesa... Magari hanno paura di finire dietro le sbarre... Contro la odiosa discriminazione, che spesso sfocia in violenza fisica e psicologica ci vuole chiarezza! Quella che appunto non vogliono i settori ultraconservatori, come la estrema destra e la chiesa, ai quali piace minimizzare qualsiasi episodio (sulla pelle degli altri...).
Gus 3 mesi fa su tio
Il fascismo clericale esiste ancora in Italia, come altrove
Mat78 3 mesi fa su tio
@Gus Il matrimonio è stato sempre pensato, anche giuridicamente, come mattone di base della comunità, con lo scopo di procreare. Esistono le unioni civili, non capisco la necessità di volersi arrogare per forza uno status sociale incompatibile alle capacità biologiche di queste coppie. Ma ormai oggi tutto fa brodo e tutti hanno diritto a tutto, fa poi nulla se non è logico e crea un relativismo di valori che sta facendo impazzire la società. Il fascismo è imporre presunti valori agli altri, condivisi o meno che siano, non certo rispettare chi la vede diversamente (senza ledere la dignità altrui). La chiesa non benedirà mai questo modello di società, e francamente meno male direi!
Luganese 3 mesi fa su tio
@Gus Il clero sta semplicemente facendo rispettare i principi di libertà definiti nel contratto “Patti Lateranensi” tra Stato Italiano e Vaticano. Il ddl in oggetto prevede che le scuole, e quindi anche gli istituti scolastici gestiti dal clero, siano COSTRETTI il 17 maggio di ogni anno a organizzare incontri ed attività contro l’omofobia. Questa costrizione poco si concilia con il principio di libertà di organizzazione ed espressione, definito dai Patti Lateranensi.
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