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Pensiamoci prima di abbattere anche una sola pianta

Lorenzo Rusconi, candidato 4 lista 1 Lega dei Ticinesi al Municipio di Mendrisio
Pensiamoci prima di abbattere anche una sola pianta
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Pensiamoci prima di abbattere anche una sola pianta
Lorenzo Rusconi, candidato 4 lista 1 Lega dei Ticinesi al Municipio di Mendrisio
È nostro preciso dovere, morale e non solo, lasciare una città sana, intendendo con ciò un luogo dove ciascuno può vivere in un ambiente sicuro e accogliente, dal punto di vista della sicurezza, della socialità, della possibilità di lavorare e ...

È nostro preciso dovere, morale e non solo, lasciare una città sana, intendendo con ciò un luogo dove ciascuno può vivere in un ambiente sicuro e accogliente, dal punto di vista della sicurezza, della socialità, della possibilità di lavorare e anche dal punto di vista paesaggistico. Ciò significa mantenere un equilibrio nel tempo tra le zone edificate e le zone verdi, ciascuna delle quali riveste un interesse e un'importanza specifici, complementari tra loro.

Se lo sviluppo demografico ed economico implica necessariamente la costruzione di edifici e quindi una certa cementificazione, non bisogna dimenticare le zone verdi, necessarie in quanto polmoni naturali capaci di proteggerci, molto più di altre misure di difficile e costosa attuazione, dall'inquinamento.

Mendrisio da questo punto di vista sta mostrando un impegno che apprezzo e approvo. Ad esempio, per ogni nuova nascita si pianta un nuovo albero, un modo rispettoso dell'ambiente per celebrare ogni bambino, il futuro e la speranza.

Il verde è indispensabile anche per contrastare le isole di calore, in un'epoca in cui viviamo estati con sempre più momenti di caldo intenso. Inoltre, poter camminare, anche in città, su viali alberati o con prati, ha indiscussi effetti positivi sulla salute. Nell'ultima legislatura, una vittoria importante in merito al tema degli spazi verdi è stata quella relativa al comparto Valera, un tassello fondamentale.

Ma non dobbiamo fermarci: servono più alberi ai lati dei viali e più prati nelle zone pubbliche. Si potrebbe promuovere l'architettura verde, con edifici che riducono il consumo di combustibili fossili, come petrolio, gas o carbone, e prevedere alberi su facciate e tetti, una soluzione interessante anche architettonicamente, come si vede a Milano. Il Piano regolatore deve mantenere queste aree come punto fermo, senza subire gli effetti degli speculatori del cemento: c'è spazio per tutto, per lo sviluppo edilizio e per il verde. Inoltre, nel nostro territorio ci sono molti edifici sfitti, che possono essere affittati o venduti prima di costruirne di nuovi. Tra di essi ce ne sono diversi di proprietà del Comune, che possono essere ceduti per dare loro una nuova vita e portare fondi nelle casse pubbliche.

Non dimentichiamo che se togliamo spazi verdi, alberi e prati, difficilmente si potrà tornare indietro. Cementificando, rischiamo un fenomeno irreversibile, un passo enorme verso una città grigia e poco vivibile. Pensiamoci prima di abbattere anche una sola pianta.

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