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PONTE CAPRIASCA
01.04.2016 - 16:000

Ponte Capriasca, un comune per le famiglie

Diego Baratti, candidato Lega/UDC in Consiglio Comunale

Il comune di Ponte Capriasca ha affrontato nel corso degli anni diversi cambiamenti, l’ultimo è stato il cambio di ben 3 municipali su 5, due dei quali si sono dimessi per cause non ben note di diatribe personali con alcuni membri del legislativo e con alcuni abitanti. Sono dell’idea che bisogna evitare queste situazioni, in quanto sia in Municipio che in Consiglio Comunale bisognerebbe lavorare per il bene del comune, e non per i propri interessi personali. Occorre dunque portare avanti un dialogo e uno scambio di opinioni costruttivo e pacato, senza mancare di rispetto alle idee altrui, giungendo alla fine ad un compromesso che possa andare bene per tutti.

ll comune di Ponte Capriasca ha visto negli ultimi anni un aumento esponenziale della popolazione, in particolare delle famiglie, e ciò ha reso necessaria una maggiore presenza di servizi sul territorio. Per andare incontro a queste esigenze il Comune ha fatto tanto, ristrutturando ad esempio la nuova scuola, il parco giochi, riassestando alcune strade che si trovavano in condizione precarie, e aggiungendo le famose zone “30”. Molto è stato fatto, ma alcune cose sono state fatte non come si auspicava fossero fatte mentre altre devono ancora essere percepite. È il caso del nuovo asilo, che da ormai anni infiamma la scena politica di Ponte Capriasca, senza ancora avere trovato una soluzione. È di vitale importanza trovare una soluzione per l’asilo, in quanto i bambini non possono continuare a frequentare ancora a lungo le baracche (io stesso ho passato tre anni di asilo dentro le suddette) su un luogo perlopiù paludoso. Molte zone residenziali sono inoltre sprovviste di un luogo dove depositare i rifiuti, ad esempio tutta la zona Nogo, mentre sul nostro territorio, in particolare verso i Bellunesi, persistono ancora costruzioni abusive ed evidenti segni di inquinamento ambientale che le autorità sembrano per il momento aver voluto ignorare.

La gestione delle famose zone “30” e il riadattamento della piazza Righinetti inoltre sono totalmente discutibili: perché aggiungere quelle due fontane, altissime, dalle quali non ci si può abbeverarsi, proprio in mezzo alla strada? Qualche ragionamento in più poteva e doveva essere fatto… 

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