Contro l'aumento delle temperature: «Più verde urbano e più misure»

L'interrogazione al Consiglio di Stato di Lisa Boscolo e Nara Valsangiacomo
L'interrogazione al Consiglio di Stato di Lisa Boscolo e Nara Valsangiacomo
BELLINZONA - Le estati sempre più calde, le ondate di calore ricorrenti e i periodi di siccità stanno trasformando il surriscaldamento urbano in una questione centrale anche in Ticino. Non si tratta più soltanto di un problema ambientale, ma di salute pubblica, pianificazione territoriale e qualità della vita. È questo il punto di partenza dell’interrogazione presentata in Gran Consiglio da Lisa Boscolo e Nara Valsangiacomo, che chiedono al Consiglio di Stato come il Cantone intenda affrontare il fenomeno delle isole di calore negli spazi urbani e negli agglomerati. «Non rappresentano soltanto una questione ambientale, ma hanno conseguenze concrete sulla salute pubblica, in particolare per le persone anziane, i bambini, le persone fragili, le persone senza dimora e chi vive o lavora in contesti fortemente urbanizzati», viene sottolineato nell'atto parlamentare. Questo perché le superfici asfaltate e impermeabilizzate contribuiscono infatti al riscaldamento delle città, aggravando gli effetti delle ondate di calore.
Secondo le firmatarie, la risposta non può limitarsi alla gestione dell’emergenza, ma deve includere una strategia di adattamento climatico che intervenga su infrastrutture, materiali e progettazione dello spazio pubblico. Come ricordano, «la pianificazione del territorio, la progettazione delle infrastrutture pubbliche, la scelta dei materiali e la presenza di verde urbano diventano elementi centrali nelle politiche di adattamento climatico».
L’atto parlamentare richiama poi esperienze già in corso in diverse città europee, dove si sperimentano pavimentazioni drenanti o riflettenti, materiali a minore impatto ambientale e soluzioni basate sul riutilizzo di scarti. Tra gli esempi citati figura Barcellona, che ha avviato sperimentazioni sull’uso di biocarbone nei materiali stradali. Le deputate sottolineano tuttavia che «si tratta evidentemente di tecnologie che devono essere valutate con prudenza, soprattutto per quanto riguarda durabilità, costi, manutenzione, sicurezza e reale beneficio ambientale».
L’interrogazione si inserisce nel contesto dell’approvazione, da parte del Gran Consiglio, della modifica della Legge sulle strade che introduce il principio della “città spugna”. Il testo parlamentare chiede di chiarire tempi e modalità di attuazione della riforma.
Le domande rivolte al Governo sono numerose e toccano diversi ambiti: dalla strategia cantonale contro le isole di calore all’uso di materiali alternativi per le strade, fino alla possibilità di avviare progetti pilota con SUPSI, Comuni e centri di ricerca. Viene inoltre chiesto se esistano già studi o mappature delle zone più esposte al surriscaldamento urbano.
Un altro tema centrale riguarda il sostegno ai Comuni. Boscolo e Valsangiacomo chiedono se il Cantone intenda promuovere interventi di depavimentazione e incremento del verde urbano, in quanto «più verde, meno superfici impermeabili inutili, materiali più sostenibili, spazi pubblici più ombreggiati» rappresentano elementi essenziali per affrontare il fenomeno. Viene inoltre sollevato il tema degli appalti pubblici, con la richiesta di integrare criteri legati all’impronta climatica dei materiali e alla resilienza delle infrastrutture rispetto all’aumento delle temperature.
Nel complesso, l’interrogazione invita il Consiglio di Stato a una riflessione coordinata e basata su evidenze scientifiche. Come si legge nella conclusione, «la sfida dell’aumento delle temperature richiede risposte pragmatiche: più verde, meno superfici impermeabili inutili, materiali più sostenibili, spazi pubblici più ombreggiati, accesso all’acqua e a luoghi di refrigerio, infrastrutture pensate non solo per durare, ma anche per proteggere la salute e la qualità di vita della popolazione».




