Sulla cantonale tra Scareglia e Corticiasca arriva anche l'interrogazione

Il Consiglio di Stato è chiamato a rispondere della gestione dei rischi geologici sulla rete viaria cantonale: tra sicurezza, prospettive e possibili soluzioni infrastrutturali.
Il Consiglio di Stato è chiamato a rispondere della gestione dei rischi geologici sulla rete viaria cantonale: tra sicurezza, prospettive e possibili soluzioni infrastrutturali.
LUGANO - La chiusura da mesi della strada cantonale tra Scareglia e Corticiasca, in Val Colla, torna al centro dell’attenzione politica con un’interrogazione presentata al Consiglio di Stato dal deputato Giovanni Albertini (Avanti con Ticino&Lavoro), cofirmata da Amalia Mirante ed Evaristo Roncelli.
Il collegamento è interrotto a causa dei movimenti franosi nella zona del Lavinone, un’area da tempo nota per l’instabilità del versante e per episodi di caduta massi che in passato hanno causato anche incidenti gravi. Una situazione che, secondo i firmatari, continua a creare disagi importanti alla popolazione locale e solleva interrogativi sulla sicurezza e sulla sostenibilità a lungo termine dell’attuale tracciato.
L’atto parlamentare non si limita però al singolo caso. I deputati invitano infatti il Governo cantonale a chiarire quale sia lo scenario di riferimento per il futuro della strada tra Scareglia e Corticiasca e quali siano le tempistiche per una decisione definitiva. Tra le questioni poste figurano anche l’eventuale analisi di varianti di tracciato o altre soluzioni infrastrutturali che possano garantire un collegamento stabile e sicuro per la Val Colla, oltre a una valutazione della sostenibilità dell’attuale percorso alla luce dell’evoluzione dei movimenti franosi.
L’interrogazione chiede inoltre quali misure il Cantone intenda adottare nel frattempo per assicurare l’accessibilità alla valle e ai servizi presenti sul territorio.
Il caso del Lavinone viene infine indicato come esempio di una problematica più ampia: la gestione dei rischi naturali lungo la rete viaria cantonale. Per questo i firmatari domandano al Consiglio di Stato quali strategie preventive, sistemi di monitoraggio e investimenti siano previsti per rafforzare la sicurezza e la resilienza delle infrastrutture stradali di fronte all’aumento degli eventi meteorologici intensi e delle instabilità geologiche.




