Disagio giovanile: «La violenza come segnale d’allarme»

In un’interpellanza, esponenti de Il Centro e de L'alternativa invitano le istituzioni ad assumersi, insieme a famiglie e scuole, la responsabilità verso le giovani generazioni.
MENDRISIO - Gli episodi di violenza che coinvolgono sempre più spesso adolescenti e giovani nel Mendrisiotto non possono essere liquidati come fatti isolati. Lo sottolinea l’interpellanza “Disagio giovanile – la violenza è un segnale”, firmata da esponenti de Il Centro e de L’alternativa* e inoltrata al Municipio di Mendrisio. Questa prende le mosse da recenti fatti di cronaca: pestaggi tra minorenni, aggressioni negli spazi pubblici e, nei casi più tragici, violenza rivolta contro se stessi.
Richiamando anche le prese di posizione del Municipio, i firmatari condividono l’idea che la violenza sia prima di tutto un problema sociale, espressione di un disagio profondo che richiede risposte educative, preventive e di presa a carico, non solo misure di ordine pubblico. Episodi di aggregazione giovanile problematici a Coldrerio e Riva San Vitale mostrano come il fenomeno tocchi diversi contesti e interroghi l’intera comunità.
L’interpellanza invita quindi le istituzioni ad assumersi, insieme a famiglie e scuole, la responsabilità verso le giovani generazioni. Al centro vi sono interrogativi sulla qualità e l’efficacia dei servizi comunali rivolti ai giovani, sulle risorse a disposizione degli operatori, sulle procedure di presa a carico dei minorenni in difficoltà e sull’eventuale necessità di rafforzare il lavoro sul territorio con figure specialistiche di ambito psicologico e pedagogico.
Non mancano domande sulle collaborazioni con le scuole e sul sostegno a eventi partecipativi che offrano alternative di svago sano.
*Vera Bosshard, Il Centro
Elia Agostinetti, L’alternativa
Davina Fitas, Il Centro
Gregorio Aostalli, Il Centro



