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Nuova caserma dei pompieri a S.Antonino? I dubbi dell’Mps

Nonostante i risparmi promessi, il Movimento si interroga su tempi di intervento, traffico, costi reali e coinvolgimento di pompieri e cittadini.
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Nuova caserma dei pompieri a S.Antonino? I dubbi dell’Mps
Nonostante i risparmi promessi, il Movimento si interroga su tempi di intervento, traffico, costi reali e coinvolgimento di pompieri e cittadini.

BELLINZONA - L’ipotesi che la Città di Bellinzona acquisti l’ex immobile LATI a Sant'Antonino per realizzare la nuova Caserma dei pompieri e la sede della Protezione civile continua a far discutere. A sollevare una serie di interrogativi è il Movimento per il socialismo (Mps), che ha presentato un’interrogazione al Municipio dopo la notizia apparsa il 12 dicembre su laRegione.

Secondo quanto riportato, la soluzione di Sant'Antonino “metterebbe tutti d’accordo” e permetterebbe di abbandonare il progetto previsto sull’area dell’ex Birreria di Carasso, riducendo l’investimento da circa 45 a 30 milioni di franchi. Un risparmio che, per l’Mps, appare però solo apparente. Nell'interrogazione si sottolinea infatti come la scelta non risulti condivisa da una parte dei pompieri volontari e come non sia chiaro se la cittadinanza sia mai stata consultata.

Tra i punti critici vi è innanzitutto la collocazione della caserma fuori dal territorio cittadino, in un Comune non aggregato a Bellinzona. Una scelta che solleva dubbi logistici e operativi, soprattutto se confrontata con l’ex Birreria, situata in posizione centrale e meglio collegata alle principali direttrici nord-sud. L’Mps si chiede inoltre se la vicinanza allo svincolo autostradale e alle zone industriali non finisca per privilegiare queste ultime a scapito del centro urbano densamente abitato e di infrastrutture sensibili come ospedale, cliniche e case per anziani.

Non meno rilevanti sono le preoccupazioni legate al traffico, spesso congestionato a Sant'Antonino nelle ore di punta e nei periodi turistici, con possibili ripercussioni sui tempi di intervento e sull’afflusso dei militi volontari, soprattutto nelle fasce serali e notturne. A ciò si aggiunge il timore che lo spostamento possa aprire la strada a un progressivo passaggio al professionismo sulle 24 ore, con costi elevati difficilmente giustificabili alla luce del numero di interventi annui.

Infine, l’Mps richiama l’attenzione sull’età dell’immobile – quasi 35 anni – e sui potenziali costi di ristrutturazione e bonifica. Per questi motivi chiede al Municipio studi comparativi completi, una consultazione formale dei pompieri e un coinvolgimento della cittadinanza su una decisione considerata strategica per il futuro della sicurezza cittadina.

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