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CANTONEModifica sulla LIPCT, riforma fiscale, nuovo palazzo di giustizia: ecco cosa dicono i favorevoli e i contrari

08.05.24 - 12:12
Le posizioni sui tre temi in votazione il 9 giugno.
Ti-Press
Modifica sulla LIPCT, riforma fiscale, nuovo palazzo di giustizia: ecco cosa dicono i favorevoli e i contrari
Le posizioni sui tre temi in votazione il 9 giugno.

BELLINZONA - Modifica della legge sull’Istituto di previdenza del Canton Ticino (LIPCT), riforma fiscale e cittadella della giustizia. Sono i tre temi su cui si esprimeranno, il 9 giugno, i cittadini ticinesi. Ecco le posizioni dei favorevoli e i contrari (il governo invita a votare tre SÌ).

Riforma fiscale

Cosa prevede - I punti principali più controversi prevedono uno sconto d’imposta generalizzato dell’1,66% e sgravi fiscali per i redditi alti, che vedranno l’aliquota massima scendere dal 15 al 12%. La riduzione sulle imposte per donazioni e successioni e un aumento delle deduzioni per spese professionali sono misure decisamente meno contestate.

Perché SÌ - Per Samuele Vorpe, responsabile del Centro competenze tributarie e giuridiche della SUPSI, «bisogna ridurre l’imposizione per i redditi più alti per diventare “fiscalmente” più attrattivi». Si tratta di una «riforma attesa da anni». I vantaggi sarebbero diversi: «Rientrando nella media svizzera, diventeremmo concorrenziali. Potremmo essere più interessanti come luogo per eleggere il domicilio fiscale per nuovi contribuenti».

Perché NO - Per il comitato Stop ai tagli si tratta di «un regalo per i più ricchi a discapito della qualità del servizio pubblico». La proposta «comporterebbe una perdita stimata di entrate pari a 96 milioni di franchi all'anno per Cantone e Comuni, mettendo a rischio la capacità del sistema di garantire servizi pubblici essenziali».

Modifica sulla LIPCT

Cosa prevede - Si prevede un aumento del capitale di vecchiaia che sarà finanziato dal datore di lavoro e dai dipendenti. Inoltre l’Istituto di previdenza adotterà, in maniera autonoma, ulteriori misure di compensazione di propria competenza». Per chi ha una carriera lavorativa completa davanti a sé (40-45 anni) «sarà salvaguardato l’attuale livello di rendita che è paragonabile a quello offerto da altre casse pubbliche. Per gli altri affiliati la riduzione della rendita sarà contenuta a un massimo del 2%». All’IPCT sono assicurati i dipendenti del Cantone, i docenti comunali, così come i dipendenti di oltre un centinaio di enti pubblici o di pubblica utilità (in totale, 17’000 persone). ll Tribunale federale ha respinto il ricorso di Erredipi, la rete a difesa delle pensioni dei dipendenti pubblici, contro la decisione di sottoporre a referendum finanziario obbligatorio (il primo, nella storia, in Ticino).

Perché SÌ - Per i favorevoli «dire SÌ a questa modifica di legge è necessario per evitare una riduzione grave e molto penalizzante, pari a circa il 15%, delle rendite di vecchiaia delle e degli assicurati attivi presso l’IPCT, dopo il taglio equivalente avvenuto solo dieci anni fa. I

Perché NO - Secondo i contrari «è ingiusto e ingannevole chiedere ai contribuenti ticinesi oltre 21 milioni di franchi all’anno, in aggiunta ai 500 milioni di franchi da loro già elargiti dal 2012, per aumentare le rendite pensionistiche dei dipendenti statali oltre la loro normale evoluzione. Si tratta di una misura troppo generosa alla luce delle precarie finanze dell’Istituto di previdenza del Cantone Ticino».

Nuovo palazzo di giustizia

Perché SÌ - Il comitato sostiene che «votare no significa non avere un’altra soluzione praticabile e far spendere alla cittadinanza ancora di più: affitti, traslochi, sedi transitorie, costi di manutenzione esorbitanti per sedi decadenti». Secondo i favorevoli «si tratta di un investimento sostenibile sotto ogni punto di vista». Per il granconsigliere Matteo Quadranti (PLR), uno dei due relatori in Gran Consiglio del rapporto di maggioranza, «sistemare l’attuale palazzo di giustizia costerebbe un sacco di soldi e non ci sarebbe spazio a sufficienza.

Perché NO - Non ha dubbi il fronte contrario all’acquisto e alla trasformazione della ex banca del Gottardo nel nuovo palazzo di Giustizia: «Si tratta di uno spreco di denaro pubblico». Per UDC, Verdi, Avanti con Ticino e Lavoro ed HelvEthica sussiste «una profonda sproporzione del progetto rispetto alle reali necessità della giustizia ticinese, soprattutto in un periodo in cui si chiedono sacrifici economici ai cittadini». Paolo Pamini, consigliere nazionale UDC, sottolinea come il prezzo sia «completamente fuori mercato, e non vedo perché debba essere il contribuente a farsene carico»

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