Ti-Press (Pablo Gianinazzi)
CANTONE
09.03.2021 - 14:010
Aggiornamento : 16:44

Ex Macello, qualcosa si muove anche a Bellinzona

Il CSOA si trova proprio in questi giorni sui tavoli della Commissione Sanità e Sicurezza sociale del Gran Consiglio

Due i rapporti dei commissari. E il tema potrebbe finire in Gran Consiglio già lunedì prossimo.

BELLINZONA / LUGANO - La manifestazione non autorizzata di lunedì sera (nata sullo sfondo del voto di domenica sull'iniziativa popolare anti-burqa), sfociata in scontri tra i manifestanti e le autorità di polizia, ha innescato una nuova accelerazione sul fronte della questione autogestione a Lugano. Ma anche a Bellinzona qualcosa si sta già muovendo.

Proprio in questi giorni si trova sui tavoli della Commissione Sanità e Sicurezza sociale del Gran Consiglio una mozione datata 2012, presentata a suo tempo dai deputati Fabio Schnellmann, Gianrico Corti e Roberto Badaracco (oggi Municipale della città sul Ceresio), che chiedeva al Cantone di «fare la sua parte».

«Si è esatto, ce ne stiamo occupando già da due o tre sedute» ci conferma al telefono il presidente della Commissione, Massimiliano Robbiani. Inizialmente ne era scaturito un unico rapporto. Ora però ce ne sono ben due sul tavolo, uno di Tiziano Galeazzi e l'altro di Raoul Ghisletta, sui quali i commissari dovranno chinarsi nel corso della riunione di giovedì.

In caso di firma, la trattanda potrebbe essere già discussa nel corso della sessione parlamentare di settimana prossima. Robbiani conferma infatti che si sta valutando se richiedere la clausola d'urgenza. «Visti gli ultimi eventi e dato che il Municipio di Lugano voterà questo giovedì - Il rapporto di polizia sullo sgombero dell'ex Macello è atteso a breve dalle autorità cittadine -, vorremmo portare la tematica anche in Gran Consiglio in tempo utile». E se così sarà, il plenum sarà chiamato a votare all'inizio della sessione per inserire o meno la discussione all'ordine del giorno.

La mozione del 2012
Nella mozione, i firmatari chiedevano in particolare al Cantone di «trovare una soluzione definitiva» riguardo al CSOA - come stabilito nella Convenzione del 18 dicembre 2002 - individuando «spazi definitivi adeguati, con tutte le normative del caso, da adibire a Centro sociale giovanile autogestito cantonale, che ne definisca un apposito regolamento e che, se del caso, provveda al suo finanziamento».

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