CANTONE«Catene di approvvigionamento in pericolo? Invochiamo l'intervento dell'UFAE»

11.11.20 - 08:42
Il Partito Comunista rivendica un deciso intervento statale per far fronte alla seconda ondata della pandemia.
Tipress (archivio)
«Catene di approvvigionamento in pericolo? Invochiamo l'intervento dell'UFAE»
Il Partito Comunista rivendica un deciso intervento statale per far fronte alla seconda ondata della pandemia.
Massimiliano Ay: «Il mercato ha dimostrato di non essere efficiente: lo Stato deve quindi vigilare su questi fenomeni, assicurando le catene di approvvigionamento del Paese e bloccando sul nascere la speculazione».

BELLINZONA - Di fronte all'arrivo della temuta seconda ondata pandemica, il Partito Comunista rivendica un «deciso intervento» da parte dello Stato nella gestione dell’economia nazionale. «La Confederazione - scrivono i comunisti in una nota - sembra infatti non aver appreso a sufficienza dalla prima ondata di questa primavera, rinunciando a prepararsi adeguatamente alla recrudescenza della pandemia tanto sul piano sanitario quanto su quello economico. Numerose sono infatti le voci levatesi nelle scorse settimane per mettere in guardia il Paese dal serio rischio di penuria dei beni di consumo di base». 

Tra queste vi è quella del direttore di Commercio Svizzera - federazione che riunisce oltre 4000 aziende attive nel settore della vendita - Kaspar Engeli che ha recentemente dichiarato che «se dovessero mancare parametri affidabili e un minimo di programmabilità, le catene di approvvigionamento in Svizzera rischierebbero di saltare».

Un rischio, questo, che preoccupa anche il PC: «Vi è il concreto rischio che si ripetano i fenomeni speculativi e le penurie avvenute la scorsa primavera, quando il prezzo di alcuni prodotti sanitari è esploso mentre alcuni grossisti si arricchivano grazie all’export», sottolineano i comunisti ricordando il caso delle mascherine,«giunte a costare fino a 20 franchi l'una, mentre alcuni intermediari ne esportavano a tonnellate verso l’estero, realizzando lauti guadagni grazie a queste operazioni di compravendita».

Secondo Massimiliano Ay, segretario politico del Partito Comunista, «il mercato ha dimostrato di non essere efficiente: lo Stato deve quindi vigilare su questi fenomeni, assicurando le catene di approvvigionamento del Paese e bloccando sul nascere la speculazione».  Ecco perché, aggiunge Ay, «le forniture di materiale sanitario e di beni essenziali devono essere garantite dalla Confederazione».

Il Partito Comunista sottolinea come esista già uno strumento attraverso cui agire in tal senso: «L'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico (UFAE) ha infatti il mandato costituzionale di "assicurare l'approvvigionamento del Paese in beni e servizi vitali in caso di gravi situazioni di penuria cui l'economia non è in grado di rimediare da sé”; in caso di necessità, esso può inoltre derogare al principio della libertà economica».

Benché il mandato di questo ufficio sia chiaro, la sua «(in)attività» a fronte della pandemia da COVID-19 ha destato non poche perplessità: «Oltre a non essere intervenuto per mettere fine alle pratiche speculative di cui sopra - spiegano i comunisti - l’UFAE non si è ad esempio opposto alla liquidazione delle riserve di etanolo (essenziale per la produzione di disinfettante) decisa dall’ex regia federale degli alcool (privatizzata nel 2018)». 

Su questo punto, Lea Ferrari, deputata del PC al Gran Consiglio ticinese, ricorda che «sono gli stessi commercianti a lanciare l’allarme e a ricordare le difficoltà affrontate in primavera, richiedendo a gran voce l’intervento della Confederazione. Il Consiglio federale deve dunque attivare immediatamente l’UFAE e assicurarsi che esso non venga meno al suo mandato come avvenuto in passato»

COMMENTI
 
Duca72 2 anni fa su tio
Se fossimo nell’UE questo problema non ci sarebbe. Vogliamo sempre prendere le distanze da Germania Italia Francia ecc. ma poi ci si rende conto che da soli non si va da nessuna parte e che siamo dipendenti da loro.
Güglielmo 2 anni fa su tio
faremo la fila a partire dalle 3 di mattina come nei supermercati COMUNISTI per accaparrarci un tozzo di pane e chel che resta... ma per piasé....
marco17 2 anni fa su tio
Oh signur! Adesso ci si mettono anche loro a immaginare scenari catastrofici basati sui "potrebbe", "sarebbe" "se si dovesse", ecc.
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