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CANTONE
27.05.2020 - 21:380
Aggiornamento : 23:19

Via libera dal Parlamento alla riforma sociale

Il pacchetto di misure prevede un investimento di 17,4 milioni di franchi, che tocca anche i sussidi cassa malati

LUGANO - «Misure efficaci, concrete e mirate». È con queste parole che il Consiglio di Stato definiva nel Messaggio la riforma sociale cantonale. «Il Governo dimostra di credere fermamente nella necessità di sostenere le fasce della popolazione economicamente più deboli - scriveva -, intervenendo nel contempo a favore anche del ceto medio». E anche il Parlamento ha dimostrato di credere nella riforma - parte dell’accordo politico del 2019 insieme alla riforma fiscale e della scuola -, approvando il rapporto della Commissione sanità e sicurezza sociale.

Il pacchetto di misure del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) prevede interventi per un importo pari a 17,4 milioni di franchi. 

L'obiettivo delle misure proposte dal Messaggio è di rafforzare le prestazioni a favore delle famiglie beneficiarie di assegni familiari di complemento, sostenere gli sforzi di coloro che percepiscono prestazioni sociali e che con il proprio lavoro si impegnano per diventare autosufficienti, incrementare l'ammontare dei sussidi per i premi di cassa malati estendendo anche la cerchia dei beneficiari. Al contempo l'Esecutivo propone di semplificare il processo amministrativo per l'erogazione dei sussidi di cassa malati, migliorandone la rapidità e la trasparenza.

Cartellino giallo per Pronzini - La seduta parlamentare si è conclusa stasera dopo 30 ore di lavori. La maggior parte delle interpellanze presenti nell'ordine del giorno sono state trasformate in interrogazioni. Ma non senza polemiche. Daniele Caverzasio, si è infatti congedato con un ammonimento a Matteo Pronzini.

Il deputato dell'MPS - prima di trasformarla in interrogazione - ha introdotto l'interpellanza sui dipendenti della società LASA Sa (aeroporto di Lugano) «usati, licenziati e ora dimenticati». In particolare, l'attacco di Pronzini era rivolto al consigliere di Stato Claudio Zali, assente in aula. «Spiace che Zali non sia presente. Ha fatto il sindacalista per l’aeroporto e poi è sparito. Il personale è stato utilizzato, licenziato e dimenticato», ha detto. Ma poi è andato sul personale, nello specifico sull'ex ruolo di giudice del direttore del DT, infastidendo il nuovo presidente del Gran Consiglio. «Volevo ricordare a Zali, che però non c’è, che un licenziamento collettivo lo è tale anche se l’azienda viene liquidata - ha detto Pronzini -. E Zali deve ringraziare Bignasca padre, perché se non ci fosse stato lui sarebbe ancora in giro a giocare a ping pong». Affermazione prontamente bloccata da Caverzasio, che l'ha «richiamato ufficialmente».

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