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26.04.2020 - 16:510

«Il DECS ha preferito la soluzione più facile e sbrigativa»

Per i GLRT il ritorno alla normalità passa anche dagli esami di maturità.

Il suggerimento? Esami orali via teleconferenza e scritti sfruttando le palestre.

CAMORINO - La maggior parte degli studenti liceali e della Commercio di Bellinzona avrà esultato dopo aver saputo della decisione del DECS di voler annullare completamente gli esami di maturità. Non i Giovani Liberali Radicali Ticinesi però, secondo cui «si è preferita la scelta facile e sbrigativa adducendo presunte questioni organizzative, ma con l’unico scopo di togliersi un problema, invece di cercare soluzioni alternative che permettono di rispettare tutte le indicazioni del caso».

La normalità passa dagli esami - Gli esami di maturità sono un tassello fondamentale nel percorso di moltissimi giovani, come evidenziato anche da Michael Hengartner, presidente del consiglio di direzione dei Politecnici federali. Oltre a fornire un elemento di valutazione in più (che spesso agli studenti permette di dimostrare quanto appreso sull’arco di tutto il percorso di studi), gli esami finali consentono infatti di ripassare il programma intrapreso in maniera globale, fornendo quindi una miglior preparazione a quello che verrà una volta concluso il liceo o la commercio. Inoltre, porta il singolo a poter misurare la propria capacità di lavoro autonomo.

Teleconferenze e palestre - La decisione del DECS di non organizzare gli esami orali e di chiedere al Consiglio federale di poter rinunciare agli esami scritti viene quindi giudicata «preoccupante» dai GLRT. Gli esami orali sono infatti perfettamente fattibili via teleconferenza, mentre anche per gli scritti non mancano le alternative, sfruttando ad esempio le palestre.

«Il Decs teme una valutazione insufficiente» - «L’impressione - si legge ancora nel comunicato stampa - è che il DECS sia il primo a voler archiviare il prima possibile l’anno scolastico temendo una valutazione insufficiente anche del proprio operato. Hanno avuto due mesi di tempo per cercare e individuare una soluzione organizzativa; invece così come è avvenuto con il passaggio all’insegnamento a distanza è costretto a rincorrere il problema all’ultimo momento».

Incertezza - Per mercoledì è attesa la decisione di Berna, che dovrebbe tracciare la via a livello nazionale (per quanto riguarda gli scritti). L’incertezza è certamente un peso per tutti gli attori del settore formativo, in primis per gli studenti. In questo senso, per i giovani liberali, sarebbe pure auspicabile che la stessa modalità di svolgimento degli esami venga applicata in tutta la Svizzera. 

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