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28.08.2018 - 07:180

Rimborsi, Matteo Pronzini ci riprova

Dopo i due decreti d'abbandono firmati da Noseda, il deputato Mps si è rivolto al nuovo Procuratore generale Pagani

BELLINZONA - Con l’arrivo del nuovo Procuratore generale, Matteo Pronzini non si è lasciato sfuggire l’occasione di riproporre il tema dei rimborsi spese dei Consiglieri di Stato. L’ex Procuratore generale John Noseda, lo ricordiamo, aveva firmato ad inizio 2018 due decreti d’abbandono, non avendo riscontrato nessun reato di natura penale nei riguardi delle persone coinvolte.

Pronzini scrive al nuovo Procuratore generale Andrea Pagani, insistendo sul rimborso forfettario per le spese telefoniche, che «risulta privo di base legale, dal momento che non è mai stato approvato dall’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio, e non è minimamente in correlazione plausibile con spese realmente sostenute dagli interessati».

Nel frattempo la proposta di revisione del regime forfettario sottoposta dall’Esecutivo all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio non ha trovato terreno fertile.

Ora, dato «il mancato ravvedimento da parte dei diretti interessati (con l’eccezione di Manuele Bertoli)» Pronzini chiede al nuovo Procuratore generale Andrea Pagani di verificare se i rilievi e le conclusioni «concernenti l’elemento soggettivo contenuti in particolare nel secondo decreto d’abbandono adottato dal predecessore» rimangano validi, oppure se ritenga «che debba essere promossa l’accusa di reato di abuso d’autorità (o altri eventuali reati) contro i Consiglieri di Stato attualmente in carica».

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