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«Sembra una serie Netflix». Chiesti 7 anni per l’artista della truffa

Il PP Borga: «Uomo spregiudicato con un’intelligenza fuori dal comune». Domandati tre anni (27 i mesi sospesi) per il correo. Nel pomeriggio la parola alle difese.
Ti-Press (archivio)
«Sembra una serie Netflix». Chiesti 7 anni per l’artista della truffa
Il PP Borga: «Uomo spregiudicato con un’intelligenza fuori dal comune». Domandati tre anni (27 i mesi sospesi) per il correo. Nel pomeriggio la parola alle difese.

LUGANO - «Un modus operandi che si ripropone. Un giorno dopo l’altro. Mese dopo mese». 

Pena richiesta: sette anni - Per il procuratore pubblico Nicola Borga, la cronologia dei fatti è cruciale. E davanti alla corte delle Assise criminali di Lugano, presieduta da Amos Pagnamenta, nella sua requisitoria, il PP ha ricostruito, passo dopo passo, il sistema truffaldino messo in campo per due anni da Trickster, 47enne musicista austriaco (all’anagrafe Jürgen Pichler). Alla fine, la richiesta di pena è di 7 anni, con espulsione dalla Svizzera per 12 anni.

Truffe per quasi 24 milioni - L’uomo, in via principale, lo ricordiamo, è accusato di aver truffato numerosi privati e aziende per circa 23,8 milioni di franchi. Sul banco degli imputati è finito anche il suo correo, un 43enne irlandese, accusato di aver fatto da garante e di essersi accaparrato 16,8 milioni.

«Un artista della truffa» - «Il rischio di recidiva è molto alto - ha aggiunto il procuratore - Da quando è in Svizzera, l’imputato ha sempre commesso reati, producendo anche documenti falsi e utilizzando artifici tipici dei truffatori professionisti. Si tratta di un professionista. Un artista? Sì, ma della truffa». Sul disturbo della personalità dell’imputato, il PP ha sottolineato come «non fosse scemata la sua capacità di valutare il carattere illecito delle operazioni compiute».

Il film sulla sua vita - Musicista. Ma anche magnate del petrolio, proprietario di Ferrari e di elicotteri, oltre che medico. È costellata da identità differenti e diversi alias la vita ostentata dall’imputato. Una storia che si presterebbe a un lungometraggio: «E lui un film sulla sua vita voleva farlo davvero - ha precisato il PP - come attore protagonista e produttore. Aveva anche contattato Gerard Depardieu per una parte secondaria».

«Viene spontaneo volergli bene» - L’uomo è stato descritto come «spregiudicato, subdolo ed efficace». Ma, al contempo, gli è stata riconosciuta la capacità di essere «una persona affabile, gentile, premurosa. Io stesso - ha aggiunto il PP - ho dovuto fare uno sforzo per non essere manipolato. Viene in qualche modo spontaneo volergli bene. Ha un’intelligenza fuori dal Comune. Ha abbindolato persone preparate e non certo stupide. Ha fatto credere al presidente dei farmacisti di Zurigo di essere un vero medico».

Le ville, Cannes, le vetture di lusso - La vicenda, in alcuni frangenti, ha assunto i contorni di una pièce teatrale, fra viaggi a Cannes, «ville di lusso, belle signore, modelle, vetture costosissime. Una vita ricca e di successo» pensata per entrare in contatto «con altre persone di successo». Dei soldi ottenuti, stando al PP, in maniera non legale, nulla sarebbe stato speso in beneficenza. «Solo qualcosa è confluito nella musica».

«Un correo, non solo un complice» - La richiesta di pena per il 43enne irlandese è di 3 anni (27 i mesi sospesi), con un periodo di prova di due anni. «Non si tratta di un complice, ma di un correo. Il suo contributo è stato imprescindibile».

«Sembra una serie Netflix» - Gli accusatori privati, oltre a sposare la tesi dell’accusa, hanno chiesto risarcimenti milionari. «Si tratta di un inganno sistematico, reiterato e professionale. Entrambi hanno agito con dolo». In poco meno di due anni «l’imputato è riuscito a muovere poco meno di 50 milioni e causare un pregiudizio ai malcapitati di poco meno di 24 milioni. Sembra una serie Netflix».

Le accuse e i difensori- I capi d’imputazione sono truffa ripetuta, appropriazione indebita ripetuta, falsità in certificati, infrazione ripetuta alla Legge federale sugli agenti terapeutici, falsità ripetuta in documenti e contravvenzione ripetuta alla Legge federale sugli stupefacenti. Il musicista è difeso dall'avvocato Fabio Käppeli. Il 43enne irlandese è invece tutelato dall’avvocato Marco Masoni.

Lo schema - Stando a quanto riportato dal corposo atto d’accusa, lo ricordiamo, il 47enne avrebbe utilizzato lo schema fraudolento del “buco tappa buco”. Avrebbe costruito un elaborato sistema di truffe fingendosi un imprenditore estremamente facoltoso. Avrebbe millantato di possedere beni di lusso mai esistiti – tra cui Ferrari, elicotteri, aerei, immobili in Spagna e orologi di prestigio – per convincere le vittime a concludere affari con lui.

Il finto medico - Per rendere credibile la messinscena avrebbe presentato, per esempio, documenti falsificati o estratti patrimoniali inesistenti. In alcuni casi si sarebbe anche finto medico per procurarsi medicamenti (tra cui lo Xanax).

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