Matrimonio violento, condanna anche in appello

Lieve riduzione di pena per l'uomo giudicato colpevole di aver inflitto alla moglie una lunga serie di reati
BELLINZONA - Sette anni e un mese di carcere, da cui saranno detratti la detenzione preventiva e quella di sicurezza già scontate, oltre a dieci anni di espulsione dalla Svizzera con iscrizione nel Sistema d’informazione Schengen. È la condanna pronunciata dalla Corte di appello e di revisione penale nei confronti di un cittadino straniero riconosciuto colpevole di una lunga serie di reati legati a gravi e reiterate violenze domestiche. Lo riferiscono i quotidiani ticinesi. La pena è leggermente inferiore a quella inflitta in primo grado, dopo che per alcuni capi d’accusa è stato riconosciuto un reato minore, ma il quadro complessivo resta di estrema gravità.
La Corte ha dato credito alla requisitoria della procuratrice pubblica Valentina Tuoni e alla testimonianza della donna, ritenendo provate le violenze sessuali, fisiche e psicologiche protratte per 14 anni all’interno del matrimonio. Violenze tali da mettere ripetutamente in pericolo la vita della moglie, oltre a maltrattamenti e violazioni dei doveri verso i figli. Non ha convinto, invece, il pentimento ostentato dall’imputato né la tesi difensiva, fornita dall'avvocata Elisa Lurati, che ribaltava le responsabilità sulla donna.
A carico dell’uomo anche numerose truffe ai danni di assicurazioni, commesse con complici. Oltre alla pena detentiva, l'uomo dovrà risarcire la moglie, i minori e le assicurazioni truffate. Infine gli è stata comminata una multa di 500 franchi.




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