Atti sessuali su una bambina, la condanna arriva 24 anni dopo i fatti

Inizialmente la vittima non fu creduta, l'uomo è affetto da una grave patologia e dovrà seguire una misura terapeutica ambulatoriale
LUGANO - È stato condannato a una misura terapeutica ambulatoriale l'uomo, oggi quasi settantenne, giudicato colpevole di abusi sessuali su quella che, all'epoca dei fatti, era una bambina di soli sette anni. La condanna, riferisce laRegione, è stata pronunciata alle Assise correzionali di Lugano dal giudice Marco Villa.
La vicenda risale alla fine del 2002. L'uomo all'epoca aveva 46 anni ed era affetto da una patologia invalidante, che l'aveva reso incapace di intendere e di volere. Gli episodi sono avvenuti nella camera della casa in cui l'uomo viveva e nel parco giochi di una località del Luganese. Gli atteggiamenti affettuosi si sono progressivamente trasformati in atti di natura sessuale, fino a sfociare in rapporti completi. Inizialmente la vittima non fu creduta dai genitori e solamente nel 2017, dopo l'inizio di un percorso psichiatrico, trovò la forza di denunciare l'accaduto.
L'inchiesta è scattata alla fine del 2023, anno nel quale l'imputato ha scontato 18 giorni di carcerazione preventiva. L'uomo ha negato i fatti ma Villa ha considerato credibile il racconto della vittima. Il legale dell'imputato, l'avvocato Felice Dafond, ha invece insistito sul fatto che il suo assistito fosse inconsapevole che il suo atteggiamento fosse penalmente rilevante.
La procuratrice pubblica Margherita Lanzillo aveva ipotizzato i reati di atti sessuali con fanciulli e atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere. Il giudice Villa ha accolto l'istanza della legale della donna, Sandra Xavier, ma ha ridotto il risarcimento richiesto da 5000 a 3000 franchi.




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