Cerca e trova immobili

CANTONE«Figli maltrattati e abusati» e «discorsi sull'incesto»: chiesti quattro anni e due mesi per il 72enne

10.01.23 - 16:59
L'imputato «ha mercificato i corpi dei figli per il proprio desiderio sessuale», così l'accusa.
Deposit (simbolica)
«Figli maltrattati e abusati» e «discorsi sull'incesto»: chiesti quattro anni e due mesi per il 72enne
L'imputato «ha mercificato i corpi dei figli per il proprio desiderio sessuale», così l'accusa.
La difesa chiede invece una «sensibile riduzione della pena».

LUGANO - Quattro anni e due mesi di detenzione. Più l'espulsione dalla Svizzera per un periodo di cinque anni. È questa la pena richiesta oggi dall'accusa per il 72enne della Riviera che tra il 2014 e il 2021 ha filmato i figli nell'intimità del bagno di casa con una microcamera, molestato una figlia mentre era addormentata e tentato di coinvolgere in un atto sessuale la nipotina di quattro anni.

La difesa, al contrario, «ha chiesto una sensibile riduzione della pena» in ragione «del pentimento espresso dall'imputato» e dalla mancanza di precedenti. La sentenza verrà annunciata domani a mezzogiorno e mezza.

Il dibattimento si è concluso con le parole del 72enne: «Qualsiasi cosa io faccia non riuscirò a compensare il dolore che ho arrecato ai miei figli. La loro vita andrà oltre la mia e la loro sofferenza anche. Perdonatemi tutti».

«Ha anteposto il suo desiderio sessuale a tutto il resto» - Il 72enne, così il procuratore pubblico Moreno Capella, «ha mercificato i corpi dei figli, anteponendo il proprio desiderio sessuale alla tutela della loro sfera intima. Ha abusato della figlia inerme, nel pieno del sonno, nella sua abitazione. Quanto fatto nei confronti della nipotina è particolarmente grave, considerata l'età della piccola, la ripetizione che emerge dai suoi racconti e la fiducia in lui riposta dalla madre che gliel'aveva data in cura». E l'anziano «ha fatto questo in assenza di disturbi psichiatrici di alcun tipo», tiene a sottolineare Capella. 

L'inchiesta, chiarisce il procuratore pubblico, è stata aperta in seguito a una segnalazione della Polizia federale sull'uso di siti pedopornografici da parte dell'uomo. «Ed è grazie a quest'ultima che si è portato fine a questo scempio. In caso contrario tutto questo continuerebbe ancora oggi».

«Normalizzava l'incesto citando la storia» - «Quello che è emerso ha tutta l'aria di essere la classica punta dell'iceberg», continua Capella. Le convergenti dichiarazioni dei figli dipingono infatti una situazione di disagio familiare e di maltrattamenti e attestano di un eccesso di autorità da parte dei genitori: «I ragazzi erano puniti severamente, ad esempio venendo legati al letto. Il padre riservava attenzioni indecenti verso le figlie e intavolava discorsi sulla normalità dei rapporti incestuosi facendo riferimenti alla storia». 

Menti a pezzi - In tutto questo «si trascuravano grandemente le necessità emotive dei figli, tant'è vero che cinque ragazzi su sette oggi necessitano di supporto psichico», evidenzia il pp. 

«Le ammissioni? Solo l'incontestabile» - Prende poi la parola l'avvocato Sandra Xavier, che rappresenta quattro delle vittime. «Per anni l'imputato ha abusato dei suoi figli e li ha maltrattati, e con la nipotina ha riproposto lo stesso: altri abusi». Il 72enne «di suo non ha confessato nulla, si è limitato a riconoscere l'incontestabile», evidenzia poi Xavier riguardo alle ammissioni dell'uomo. «Siamo lontani da una reale presa di coscienza di quanto fatto, ci troviamo di fronte a una totale mancanza di empatia». 

«"Non fatelo uscire più"» - Il 72enne impartiva «schiaffi, pugni e calci ai figli, e li legava alle sedie con una cintura», le fa eco l'avvocato Massimiliano Parli, il rappresentante della quinta vittima dei filmati. Raccontando quanto vissuto, conclude, «il ragazzo tremava come una foglia, e ha detto una frase che non può che far pensare: "non fatelo uscire mai più"».

La difesa: «Il pentimento c'è» - «L'imputato è un padre e un nonno che arriva in aula pieno di pentimento e schifo per quanto ha fatto», ribatte la difesa, sottolineando come i reati da lui commessi prima del 2016 andrebbero considerati in prescrizione. Inoltre «non ha precedenti e, secondo quanto rilevato dalla perizia psichiatrica, il rischio di recidiva è basso». Per questi motivi Fabiola Malnati, difensore d'ufficio, chiede «una sensibile riduzione della pena richiesta dall'accusa» e che all'uomo sia risparmiata l'espulsione dal Paese «tenuto conto del fatto che vive in Svizzera sin dalla giovinezza».

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
NOTIZIE PIÙ LETTE