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LUGANO

Traffico di migranti, tre arresti nel Luganese

Anche un quarto uomo è stato arrestato all'aeroporto di Kloten con svariate decine di migliaia di franchi
Traffico di migranti, tre arresti nel Luganese
Archivio TiPress
Foto illustrativa.
Traffico di migranti, tre arresti nel Luganese
Anche un quarto uomo è stato arrestato all'aeroporto di Kloten con svariate decine di migliaia di franchi
LUGANO/ZURIGO - Nell'ambito di un'inchiesta finalizzata a contrastare il traffico illecito di migranti sono stati effettuati quattro arresti sull'asse Lugano-Zurigo, tre dei quali hanno coinvolto delle persone residenti nel Luganese. Lo hanno comuni...

LUGANO/ZURIGO - Nell'ambito di un'inchiesta finalizzata a contrastare il traffico illecito di migranti sono stati effettuati quattro arresti sull'asse Lugano-Zurigo, tre dei quali hanno coinvolto delle persone residenti nel Luganese.

Lo hanno comunicato oggi il Ministero pubblico, la Polizia cantonale e l'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC), parlando delle ipotesi di reato di «usura» e «incitazione all'entrata, alla partenza o al soggiorno illegale».

A essere finiti in manette per primi sono stati un 26enne cittadino iraniano e due 44enni cittadini iracheni, tutti residenti nel Luganese. Con l'avanzare dell'inchiesta svolta dalla Polizia cantonale con il supporto dell'UDSC è in seguito stato emanato un mandato di cattura nei confronti di un 39enne cittadino iracheno residente in Italia, che è poi stato fermato il 29 settembre presso l'aeroporto di Kloten grazie alla fattiva collaborazione della Polizia cantonale zurighese. La perquisizione dell'uomo, in loco, ha permesso il rinvenimento di svariate decine di migliaia di franchi ed euro in contanti.

I quattro sono sospettati di far parte - con ruoli differenti - di un sodalizio internazionale dedito da tempo al trasporto (attraverso la Svizzera e a scopo di lucro) di migranti provenienti dall'Italia e diretti in Germania o nel Nord Europa.

L'inchiesta è coordinata dalla Procuratrice pubblica Chiara Buzzi. 

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