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Sotto casa di Marco Borradori, a cantare “Bella Ciao” e poi di nuovo al Molino
Ti-press (Pablo Gianinazzi)
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LUGANO
31.05.2021 - 22:300
Aggiornamento : 01.06.2021 - 09:12

Sotto casa di Marco Borradori, a cantare “Bella Ciao” e poi di nuovo al Molino

Si è animata la manifestazione dei molinari iniziata nella prima serata di oggi.

Dopo una sfilata nel centro, il corteo ha seguito il lungolago fino al cantiere dell'ex-CSOA.

LUGANO - Un capannello nutrito al momento dell'inizio dell'assemblea, ore 19 in Piazza Manzoni, e poi una folla ben più imponente poche ore più tardi durante il corteo per la città, nella notte.

Così il Csoa Molino è tornato a farsi sentire a Lugano, oggi, a pochi passi da un municipio con la porta chiusa con tanto di lucchetto

Fra i vari temi trattati durante l'assemblea molinara, forzatamente extra muros, anche la decisione di tornare di nuovo a manifestare per le strade della città, già questo sabato 5 giugno.

La puntata in Via Motta - L'atmosfera, che un lettore di tio.ch/20 minuti presente sul posto ha definito «rilassata e pacifica» si è via via accesa con il procedere della serata con il corteo giunto non lontano dalla casa del sindaco, Marco Borradori, a cui sono stati dedicati diversi cori - alcuni dei quali anche minacciosi - e la ben nota “Bella Ciao”.

Il video di Via Motta è stato immortalato dall'alto in un video pubblicato su Youtube dalla stessa Lega dei Ticinesi. A controllare da vicino la manifestazione, un gruppo di agenti in tenuta anti-sommossa. 

Il ritorno verso l'ex-Molino - Il corteo degli autogestiti si è poi spostato anche sul lungolago, occupando la strada, continuando poi dalla piazza in direzione del Cassarate - causando diversi disagi al traffico - fino al cantiere che ospita quel che resta dell'ex-CSOA.

Lì, alcuni hanno poi rovistato fra le macerie del Macello, recuperando diversi oggetti finiti travolti dai lavori di demolizione.

«Vicini a Borradori» - I fatti andati in scena in queste ore hanno ovviamente provocato delle reazioni politiche, soprattutto in casa leghista. La sezione della Lega di Lugano si è detta «sconcertata» del comportamento degli autogestiti che non può venir né «accettato», né «tollerato». Il partito, poi, esprime tutta la propria «solidarietà» al proprio sindaco Marco Borradori che «nel tentativo di far rispettare l’ordine e la sicurezza nella nostra città, si ritrova ora ostaggio in casa propria». Dello stesso tenore è pure la reazione dei Giovani Leghisti che «sostengono le scelte del Sindaco» e attaccano «gli ex molinari» rei di aver «violato e minacciato» lo stesso Borradori «nell'ennesima manifestazione non autorizzata». Il Movimento dei Giovani Leghisti conclude sottolineando come la demolizione dell'ex Macello «non dev’essere visto come un atto di forza», ma bensì come una «possibilità di creare qualcosa di nuovo, un punto d’incontro aperto a tutti, dove chiunque, indipendentemente dagli ideali e dallo schieramento politico, possa esprimersi liberamente senza alcuna paura».

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