Condanna a Mladic, Carla Del Ponte soddisfatta

L'ex procuratrice generale del Tribunale penale internazionale dell'Aja per i crimini nella ex Jugoslavia ha tessuto le lodi del Tpi
BELLINZONA - Carla Del Ponte, ex procuratrice generale del Tribunale penale internazionale (Tpi) dell'Aja per i crimini nella ex Jugoslavia, ha definito "positiva" l'odierna sentenza all'ergastolo per Ratko Mladic.
L'ex generale, comandante dell'esercito serbo bosniaco, è stato condannato oggi in primo grado. Il figlio del cosiddetto "Macellaio dei Balcani" ha però già annunciato l'intenzione di ricorrere in appello.
Mladic è stato riconosciuto colpevole per genocidio, crimini di guerra e contro l'umanità, perpetrati durante il conflitto in Bosnia (1992-95).
«Mladic è il maggior responsabile vivente dei crimini commessi durante quella guerra a essere processato», ha detto la Del Ponte alla trasmissione Forum della RTS. "È un sollievo per tutte le vittime che hanno finalmente ottenuto giustizia", ha aggiunto.
La ticinese ne ha approfittato anche per tessere le lodi del Tpi, che chiuderà definitivamente il 31 dicembre, sottolineando come l'istituzione abbia completamente espletato il proprio mandato. Ha inoltre rispedito al mittente la critica spesso avanzata contro il Tpi, cioè quella di applicare una giustizia dei vincitori: «si tratta di un'osservazione vecchia, che non regge più», ha detto l'ex magistrata, facendo notare che a essere processati non sono stati soltanto i serbi.
L'unico errore ammesso dalla Del Ponte è stato quello nel caso di Ante Gotovina, generale croato condannato in primo grado a 24 anni di carcere dal Tpi per crimini simili a quelli di Mladic. In appello, la decisione è però stata ribaltata, con Gotovina che è stato assolto.




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