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LUGANO

Santamarea, a due passi dal lago. «L'acqua? Per noi è casa»

Intervista alla giovane e interessante band italiana, che il 17 luglio aprirà il concerto di Chiello a ROAM Festival
Santamarea, a due passi dal lago. «L'acqua? Per noi è casa»
IMAGO / ZUMA Press
Santamarea, a due passi dal lago. «L'acqua? Per noi è casa»
Intervista alla giovane e interessante band italiana, che il 17 luglio aprirà il concerto di Chiello a ROAM Festival

LUGANO - ROAM, il «micromondo sospeso nel Boschetto del Parco Ciani», come lo chiamano gli organizzatori di LongLake Festival a Lugano, prosegue a pieno regime venerdì 17 luglio con una serata nel segno della musica giovane italiana.

L'headliner è ovviamente Chiello: il trapper, fresco della partecipazione all'ultimo Festival di Sanremo con il brano "Ti penso sempre", ha incluso Lugano nel suo tour estivo. In apertura c'è una band altrettanto giovane e interessante: i Santamarea. Tre fratelli di sangue (Stella, Francesco e Michele Gelardi) e una sorella d'elezione (Noemi Orlando). Già dal brano di esordio, "Santamarea" del 2023, la giovanissima band (i cui membri hanno tutti poco più di vent'anni) ha mostrato una decisa maturità e una coerenza stilistica che si è mantenuta nei brani successivi e si è consolidata con il primo album, "Anime Storte". Insomma, i Santamarea hanno le idee chiare e un innegabile talento. Nella loro musica hanno condensato sensazioni e profumi della loro terra d'origine, la Sicilia, e ancora di più del loro mare.

Negli articoli usciti in occasione della pubblicazione del vostro album di debutto è stato molto sottolineato il fatto che non siete "figli" dei talent ma siete emersi dopo una gavetta culminata con la vittoria di un festival nobile come Musicultura. Avete valutato, quando eravate agli esordi, la partecipazione a uno dei vari format o vi siete sempre riconosciuti in un percorso più tradizionale?
«All'inizio del nostro percorso sentivamo l'esigenza di prenderci del tempo per sperimentare la nostra identità, sia musicale che visuale. Questo tipo di lavoro, lento, fatto di sbagli e di ricalcoli di percorso, non è sempre compatibile con i tempi dei format televisivi, per questo siamo sempre stati molto convinti della nostra scelta di costruire prima una forte identità musicale e dei testi nello spazio sicuro dello studio e poi nell'adrenalina dei concerti. Musicultura è stato un po' l'inizio di tutto».

A proposito del vostro primo disco, l'avete intitolato "Anime Storte": lo dobbiamo intendere come anime che fanno le cose a modo proprio, senza seguire una linea canonica o preordinata? Sono, le vostre, delle vite storte?
«Quando eravamo piccoli, nostra mamma (due di noi sono fratelli) ci chiamava con questo termine siciliano, che è “stortu”. Lo faceva in modo affettuoso, perché avevamo la tendenza a non fare mai le cose per come ci venivano suggerite, ma a modo nostro, spesso anche combinando guai. Crescendo ci siamo accorti di quanto anche da grandi le nostre vite stessero prendendo una piega “storta” un po' per la stessa ragione e ci siamo accorti che molte persone della nostra età si sentono come noi, come se volessimo abbandonare quelle strade sicure che il mondo degli adulti ha posto per noi e che non ci sembrano sicure per niente. In un mondo che diventa sempre più caldo ed economicamente instabile diventa più necessario inventarsi una strada alternativa, cercare soluzioni nuove a problemi vecchi, costruire la propria strada e identità senza paura del giudizio».

Proponete un alt-pop d'indubbio respiro internazionale, contaminato da artisti della scena italiana. Accanto a Florence and the Machine e Arcade Fire c'è Carmen Consoli, mi sembra di poter dire. Cosa vi fa vibrare quando create i vostri brani?
«Ci fa vibrare ciò che ci stupisce, l'armonia inaspettata, la parola dalle immagini vivide. Ci rendiamo conto di essere in totale sintonia quando qualcosa ci emoziona e spesso si tratta almeno della seconda o terza scelta fra quelle che avevamo pensato».

«Santamarea mi consacro a te, proteggimi dal mare» cantate nel vostro primissimo singolo. Che rapporto avete con il mare (e con l'acqua in generale, visto che a Lugano suonerete proprio a due passi dal lago)? Lo chiedo anche pensando a un altro vostro brano, "Acqua bagnami".
«L'acqua per noi è casa, il posto dove scriviamo molte delle nostre canzoni è una spiaggia su cui sono state costruite delle case poi abbandonate, un luogo poetico e decadente in cui siamo praticamente nati. È anche l'elemento più fluido e nella nostra musica la libertà di andare da un mondo all'altro con leggerezza e coerenza è un elemento che ci ispira molto».

È la vostra prima volta in Svizzera e in particolare in Canton Ticino, sia per motivi musicali che privatamente? Cosa vi aspettate da questa esperienza?
«Ci aspettiamo di vivere un'esperienza nuova ed emozionante, non vediamo l'ora di conoscere un pubblico nuovo e creare, speriamo, un momento da ricordare insieme».

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