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VEZIA

La Masseria Gerbone si presenta

La struttura è stata inaugurata ufficialmente oggi. Il Sindaco di Vezia Roberto Piva: «Un biglietto da visita per tutto il paese»
Ti-Press
Fonte red
La Masseria Gerbone si presenta
La struttura è stata inaugurata ufficialmente oggi. Il Sindaco di Vezia Roberto Piva: «Un biglietto da visita per tutto il paese»

VEZIA - È stata inaugurata ufficialmente oggi, aprendo le sue porte a tutti, la Masseria Gerbone di Vezia. Alla cerimonia, oltre al presidente della Fondazione OTAF Franco Spinelli e al direttore Roberto Roncoroni, erano presenti anche il consigliere di Stato Raffaele De Rosa, il presidente della Fondazione Lanfranchini Domenico Mauro Arigoni, il sindaco di Vezia Roberto Piva e l’architetto progettista Matteo Huber.

Nella struttura 36 persone con disabilità svolgono attività lavorative accompagnate da operatori specializzati in ambito educativo o agricolo, gastronomico e apistico.

Raffaele De Rosa, richiamando la storia della Masseria Gerbone, ha sottolineato come questa rappresenti molto più di una realtà agricola: «Questa collina custodisce una storia fatta di lavoro, di comunità e di attenzione verso le persone più fragili». Ha inoltre evidenziato il valore inclusivo e sociale del progetto promosso da OTAF, ricordando come il lavoro a contatto con la natura possa contribuire concretamente al benessere delle persone: «Vedere una pianta crescere grazie alle proprie cure, raccogliere i frutti di un lavoro seguito giorno dopo giorno, sono esperienze che rafforzano l’autostima, creano senso di appartenenza e danno valore autentico all’impegno».

Il Sindaco di Vezia Roberto Piva ha portato il saluto del Comune e ha definito la masseria rinnovata un vero e proprio biglietto da visita per il paese: un nuovo luogo d’incontro per la comunità, perfettamente inserito in una realtà che affonda le proprie radici nella tradizione agricola: «Lo stemma comunale con la rappresentazione della veccia, una leguminosa diffusa sul territorio comunale e di cui erano ghiotte le mandrie lo dimostra. Dalla forma dialettale "vèscia" deriva infatti l'attuale nome di "Vezia"».

Il Presidente dell’OTAF Franco Spinelli ha preferito soffermarsi sul significato del traguardo raggiunto più che sul lungo percorso che, nell’arco di dieci anni, ha portato al risultato che oggi possiamo ammirare: «Ciò che conta è aver dato continuità al laboratorio agricolo, ampliandone al contempo l’offerta anche all’ambito gastronomico e tessile-alimentare». Mauro Arigoni, presidente della Fondazione Lanfranchini Domenico, ha invece rimarcato come questo progetto «coniuga diversi aspetti positivi a vantaggio del Comune di Vezia e del Luganese tutto. Il beneficio sociale attraverso le attività dell’OTAF è più che evidente e ben corrisponde anche agli scopi della Fondazione Lanfranchini».

Il direttore dell’OTAF Roberto Roncoroni, ha ricordato che questa iniziativa mette al centro le persone, le loro competenze e i loro talenti. Un aspetto ripreso anche dall’architetto progettista Matteo Huber, che dopo aver ripercorso la nascita e la realizzazione del progetto di recupero della masseria, ha concluso il suo intervento con una riflessione: «Questo antico edificio è stato costruito proprio nel secolo dell’Umanesimo, questo straordinario movimento culturale del XV secolo che ha cambiato per sempre la visione del mondo, ponendo l’essere umano al centro dell'universo e del pensiero e considerandolo artefice del proprio destino. Questo è proprio lo spirito ed i valori che la Fondazione OTAF persegue da sempre».

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