Riccio dove sei? Una campagna per raccogliere gli avvistamenti

Pro Natura Ticino e Associazione amici del riccio Maggia lanciano un appello a segnalare la presenza del mammifero
BELLINZONA - Un tempo gli incontri con i ricci erano frequenti, oggi questi piccoli mammiferi stanno diventando sempre più rari. Diversi studi a livello europeo evidenziano un preoccupante declino delle popolazioni. In Ticino mancano dati aggiornati sulla distribuzione della specie, ma un punto è chiaro: per proteggere il riccio è necessario prima conoscerne la presenza sul territorio. È con questo obiettivo che è stato avviato un progetto di scienza partecipativa.
Il riccio è protetto dalla Legge cantonale sulla protezione della natura ed è considerato «potenzialmente minacciato» secondo la Lista Rossa svizzera. «In Ticino la sua tutela è inoltre indicata come prioritaria nella Strategia cantonale per lo studio e la conservazione dei mammiferi - spiegano da Pro Natura e Associazione amici del riccio Maggia - nonostante ciò, la specie incontra crescenti difficoltà a trovare ambienti adatti in cui vivere, riprodursi e rifugiarsi. La necessità di una fitta rete di ripari e di una buona disponibilità di insetti - argomentano - si scontra infatti con un territorio sempre meno favorevole, soprattutto nelle campagne. Oggi il riccio sopravvive principalmente nelle aree meno edificate, ma resta in difficoltà».
Il declino è evidente: gli avvistamenti, un tempo comuni, sono sempre più rari. Per richiamare l’attenzione su questa situazione, Pro Natura ha scelto il riccio come animale dell’anno 2026, lanciando un appello per una gestione più attenta di giardini, aree verdi, cimiteri e parchi, affinché diventino ambienti accoglienti anche per questa specie. «Anche i privati possono contribuire, ad esempio evitando recinzioni e muri impenetrabili e favorendo una gestione più naturale degli spazi verdi» dicono.
Se da un lato non mancano la volontà e il quadro giuridico per intervenire, dall’altro resta fondamentale disporre di dati aggiornati sulla distribuzione del riccio. «Per questo, nel marzo 2024 è stata lanciata la campagna di scienza partecipativa "Riccio, dove sei?". L’iniziativa mira a raccogliere il maggior numero possibile di osservazioni in Ticino e nel Grigioni italiano, così da ottenere una panoramica dettagliata della presenza della specie e individuare le aree più critiche».
Ad oggi sono stati segnalati oltre 940 ricci, con una maggiore concentrazione di avvistamenti nel Mendrisiotto, nel Luganese, nel Bellinzonese e nel Locarnese. Restano invece poco documentate o prive di segnalazioni alcune zone come la Valle Leventina, la Riviera, la Valle Verzasca, le Centovalli, la Val Colla, il Malcantone e la Valle di Muggio. I primi risultati della campagna sono disponibili online sul sito del progetto. La raccolta di dati è considerata decisiva per la sopravvivenza del riccio. «Partecipare è semplice: bastano attenzione e pochi clic per segnalare avvistamenti, sia recenti sia passati, includendo anche animali investiti». Il progetto si concluderà alla fine dell’anno «e ogni contributo può fare la differenza per definire interventi mirati ed efficaci». Le segnalazioni possono essere inviate tramite il sito ww.progettoriccio.ch.



