Dal territorio, direttamente nel piatto dei bimbi: «È una sfida, ma ci guadagnano tutti»

Uno sguardo dietro... i fornelli della mensa scolastica di Castel San Pietro che, come altre in Ticino, fa parte del Progetto mensa del Cantone nel segno del km 0 e del local.
Uno sguardo dietro... i fornelli della mensa scolastica di Castel San Pietro che, come altre in Ticino, fa parte del Progetto mensa del Cantone nel segno del km 0 e del local.
CASTEL SAN PIETRO - In cucina la giornata inizia presto, già alle ore 7, con l'arrivo dei fornitori di prodotti alimentari freschi. Il cuoco ritira il tutto e inizia con i lavori di preparazione in vista della merenda di mezza mattina per i bimbi dell'asilo e poi del pranzo, destinato ai bimbi dell'asilo e della scuola elementare.
Al centro del menu ci sono prodotti stagionali e un'attenzione particolare al chilometro zero, con un appoggio principalmente a produttori e aziende del territorio.
Ci troviamo a Castel San Pietro, una delle tante mense scolastiche a livello ticinese che partecipano al Progetto mensa del Centro di competenza agroalimentare del Cantone. L'obiettivo del progetto, che al momento conta una buona ottantina di partecipanti, è quello di mettere in contatto le mense (scolastiche e aziendali) con i produttori presenti sul territorio cercando di instaurare un circolo il più virtuoso possibile.
Una sfida logistica non da poco, come ci spiega la responsabile del Progetto, Anita Tomaszewska: «La cosa più difficile è trovare il giusto equilibrio, da una parte abbiamo aziende spesso relativamente piccole e con una gamma limitata di prodotti, dall'altra abbiamo mense che hanno necessità nutrizionali ben delineate. In questo senso, appoggiarsi anche a grossisti che possano un po' allargare l'offerta, aiuta».
Per i produttori locali resta comunque una grande opportunità: «Oltre a fare conoscere i sapori nostrani a bimbe e bimbi, e a volte mostrare loro anche come vengono prodotti, c'è anche la questione economica di trovare un canale di vendita che garantisce una certa continuità e sicurezza», aggiunge Tomaszewska.
Una collaborazione, quella fra il Progetto mensa e la mensa comunale di Castel San Pietro, che si è integrata perfettamente per questioni di filosofia: «Diciamo che il sodalizio è stato siglato in un momento in cui il Comune già stava lavorando a un concetto di sostenibilità tridimensionale, ovvero quella sociale, economica e ambientale», ci spiega il segretario comunale Lorenzo Fontana. «Il Cantone e il Centro ci hanno mostrato quali sono le migliori pratiche e il modello, poi noi abbiamo continuato in autonomia seguendo la loro traccia e il loro esempio. In questo senso va citato il grande lavoro del nostro cuoco, Silvio Vescio, e di tutto il team di cucina».
E si torna proprio in cucina, per capire qual è la sfida di mettere in tavola un menu così legato alla ciclicità del territorio: «Innanzitutto bisogna restare nel quadro delle linee cantonali, proponendo dei piatti gustosi per il palato dei più piccoli ma che siano comunque equilibrati... qui a Castel S. Pietro, tra l'altro, abbiamo anche il label Fourchette Verte», ci spiega la direttrice dell'Istituto scolastico comunale Laura Terzi.
Qual è il cibo preferito dei bimbi? «È una bella domanda, ed è anche abbastanza divertente, diciamo che ogni anno cambia in maniera ciclica. C'è una base di cibi che piacciono sempre, come la pasta al ragù, la pizza e le cosce di pollo con le patate, e invece altre pietanze che ritornano: ci sono gli anni dei pizzoccheri, quelli dei broccoli... questo è l'anno del cavolfiore, che piace particolarmente».






