Riforma del liceo ticinese: i docenti alzano la voce e chiedono più coinvolgimento

Insegnanti delle superiori sollecitano più consultazione e un calendario più disteso per la riforma scolastica.
BELLINZONA - Una sessantina di docenti delle scuole medie superiori ticinesi, riuniti in assemblea a Bellinzona il 17 marzo e coordinati da ADSMS, ATIS, CMSI, ErreDiPi e Movimento della Scuola, hanno inviato una presa di posizione alla direttrice del DECS Marina Carobbio Guscetti, chiedendo di essere coinvolti nel processo di riforma del liceo e di poter partecipare con una propria delegazione alla riunione del 27 marzo tra il gruppo di lavoro e i gruppi cantonali di materia.
Nel documento, viene ribadita la necessità che la riforma si fondi sui principi del PQS 2024, salvaguardando al contempo la tradizione del liceo ticinese come scuola di cultura generale. Viene espressa però forte preoccupazione per le difficoltà del contesto attuale, aggravate dall’introduzione delle nuove direttive federali.
Tra le richieste principali figurano la valutazione della mini-riforma avviata nel 2020/21, la pubblicazione di una bozza della “Sezione generale” del Piano degli studi, la definizione di possibili griglie orarie e una consultazione approfondita del corpo docente.
Viene inoltre sollecitato un calendario più disteso, con avvio della riforma non prima del 2028 o 2029.
Particolare attenzione è posta sulle condizioni di insegnamento: i docenti chiedono più risorse, classi meno numerose e una revisione del carico di lavoro per rispondere al crescente disagio di studenti e insegnanti.
La risoluzione propone infine la creazione di un gruppo di lavoro rappresentativo dell’associazionismo magistrale e auspica una rapida nomina alla guida della SIMS per coordinare la riforma.



