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Quei medici che visitano e fatturano troppo

Colloqui ed esami superflui, vaccinazioni non necessarie... Alcuni professionisti della salute ticinesi sembrano "approfittare" un po’ troppo del sistema. I retroscena.    
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Quei medici che visitano e fatturano troppo
Colloqui ed esami superflui, vaccinazioni non necessarie... Alcuni professionisti della salute ticinesi sembrano "approfittare" un po’ troppo del sistema. I retroscena.    

BELLINZONA - Vaccinazioni spinte a più non posso, anche nei confronti di pazienti che non ne avrebbero bisogno. Esami del sangue completamente in regola seguiti da un inutile colloquio dal vivo, quando per dire che è tutto a posto basterebbe una telefonata. E poi ancora visite fiume in cui si arriva a chiacchierare del più e del meno. E intanto la tariffa sale. Quello dei medici che sovrafatturano è un campo minato della sanità ticinese, terra in cui ogni anno si piange per l’aumento dei premi di cassa malati.

«Serve una medicina più smart» – Franco Denti, presidente dell’Ordine dei medici ticinesi, non nega il problema. «Diciamo subito che la maggior parte dei medici lavora bene – sottolinea –. Però ci sono effettivamente situazioni in cui servirebbe una medicina più smart. Fare più esami e più colloqui non significa per forza fare meglio. Anzi».

Varie sfumature – Denti cerca poi di contestualizzare. «Ci sono pazienti che pretendono visite supplementari perché magari sono particolarmente ansiosi e vogliono essere rassicurati. E rassicurare è un compito del medico. Così come ci sono alcuni medici che tendono a sensibilizzare in modo eccessivo i pazienti. Ci sono varie sfumature del fenomeno. L’idea è quella di responsabilizzare sia i medici sia i pazienti su questo aspetto».

Un grosso problema per il Ticino – Il Controllo federale delle finanze indica come circa il 20% della spesa sanitaria svizzera derivi da trattamenti "inutili" come esami e interventi non necessari. «Questo è un fenomeno negativo – spiega Ivo Giudicetti, portavoce dell’associazione mantello prio.swiss –. Specialmente per il Ticino dove i costi sanitari portano a premi da record. Gli assicuratori malattia dedicano al controllo delle fatture importanti risorse sfruttando le opportunità offerte dalla digitalizzazione e dall’intelligenza artificiale». 

Controlli per 130 milioni di fatture all'anno – Di fatto gli assicuratori controllano ogni anno più di 130 milioni di fatture. Un numero che è in continua crescita. «I controlli fanno emergere errori o anomalie che portano al rifiuto di fatture nell’ordine del 10% dei costi della LAMal. Ossia circa 4 miliardi di franchi a oggi. Questo a beneficio degli assicurati che pagano i premi. In altre parole, senza il lavoro degli assicuratori i premi sarebbero ancora più alti».

Cosa possono fare i Cantoni – È invece compito delle autorità cantonali sorvegliare i fornitori di prestazioni. Quindi anche i medici. «A seconda della gravità delle infrazioni – riprende Giudicetti –, il Cantone può emettere un avvertimento, decidere un’ammenda, sospendere o ritirare l’autorizzazione a fatturare e segnalare il caso al Ministero pubblico. Questo in una dinamica di collaborazione con gli assicuratori, che sarà rafforzata dal 2028 con l’introduzione del finanziamento uniforme».

«Solo il paziente sa quali prestazioni riceve effettivamente» – Economicità, efficacia, appropriatezza. Sono i principi che ogni medico dovrebbe seguire nel curare il paziente. Fino a che punto si può controllare che non vi sia sovrafatturazione? Ancora Giudicetti: «Solo il paziente sa quali prestazioni riceve effettivamente. La legge impone al medico di inviargli una copia della fattura, che può verificare e contestare. In caso di anomalie evidenti, l’assicuratore può poi sospendere il pagamento».

A caccia di ulteriori irregolarità – Oltre ai controlli dei singoli assicuratori, la società santéservices svolge il cosiddetto tarifcontrolling, per individuare eventuali medici che applicano in modo irregolare le posizioni tariffarie nella fattura. «Questa società – evidenzia Giudicetti – applica anche i controlli di economicità delle prestazioni. Controlli che permettono di identificare medici che fatturano sensibilmente più della media».

«Spiegazioni da fornire» – Denti dal canto suo conferma: «Questi medici possono essere invitati a fornire delle spiegazioni. E nei casi in cui queste spiegazioni non fossero ritenute valide c’è la possibilità che i professionisti debbano restituire una parte di incasso alle casse malati. Si tratta di situazioni rare, ma che si verificano».

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