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Aggressione verbale antisemita in un ristorante sul Lungolago: insulti contro Angelica Calò

Una donna si è avvicinata ad Angelica Calò (già candidata al Nobel per la Pace) e ha iniziato a urlarle «assassini» e »criminali»
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Aggressione verbale antisemita in un ristorante sul Lungolago: insulti contro Angelica Calò
Una donna si è avvicinata ad Angelica Calò (già candidata al Nobel per la Pace) e ha iniziato a urlarle «assassini» e »criminali»

PARADISO - Il fatto è accaduto venerdì 22 agosto in un ristorante sul Lungolago, ma viene reso noto solo oggi attraverso la denuncia pubblicata dall'Associazione Svizzera-Israele, Sezione Ticino, che riferisce di «un grave episodio di antisemitismo». Protagonista dell'episodio è stata Angelica Calò, ebrea italiana emigrata in Israele, già candidata al Premio Nobel per la Pace. Si trovava a Lugano per partecipare a una conferenza e per poi recarsi a Zurigo per la presentazione del suo documentario e ricevere il Premio Mercurius 2025, un riconoscimento internazionale conferito a personalità che si distinguono per l’impegno nella promozione di psicologia, creatività e pace.

Durante un pranzo in compagnia, Angelica Calò, sarebbe stata aggredita verbalmente da una donna che, dopo aver saputo che alcuni commensali erano israeliani, avrebbe iniziato a urlare insulti come «assassini», «criminali», e a ripetere «slogan tipici della propaganda di Hamas».

Stando al racconto dell'Associazione Svizzera-Israele, alla domanda sul massacro del 7 ottobre 2023, la donna avrebbe risposto: “Il 7 ottobre è nulla di fronte a quello che fanno gli israeliani da 80 anni.” «Una frase che - spiega Giuseppe Giannotti, portavoce Associazione Svizzera-Israele, sezione Ticino - denota l’ignoranza totale della questione e giustifica il massacro compiuto da Hamas con oltre 1.200 civili israeliani trucidati e centinaia rapiti, 50 dei quali ancora tenuti in ostaggio da quasi 700 giorni».

L'Associazione denuncia «un clima avvelenato da manifestazioni di piazza cariche di odio verso gli ebrei e da una campagna di stampa costantemente ostile a Israele», e fa notare che non è la prima volta che in Ticino si verificano episodi del genere. «Durante la Giornata della Memoria, manifestanti pro-palestinesi hanno aggredito verbalmente, e in alcuni casi fisicamente, le oltre 1.000 persone presenti alla commemorazione, e purtroppo ciò è avvenuto nel silenzio e nell’inerzia assoluta delle autorità».

Episodi che hanno spinto oggi l'Associazione a chiedere «ai politici e ai giornalisti di assumersi la loro responsabilità, riconoscendo la gravità del fenomeno e condannando pubblicamente simili episodi prima che le violenze verbali si trasformino in violenze» e chiede alla polizia l’immediata apertura di un’indagine per identificare la responsabile dell’aggressione.

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