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CANTONESanno di ricevere solo rifiuti: condannati alla frustrazione

27.03.24 - 06:30
Magrebini sempre più nella bufera. Samuel Wyss, portavoce della SEM: «Da aprile pratiche per chi è "senza speranza" liquidate entro 24 ore».
Ti-Press (archivio)/ Giordano
Sanno di ricevere solo rifiuti: condannati alla frustrazione
Magrebini sempre più nella bufera. Samuel Wyss, portavoce della SEM: «Da aprile pratiche per chi è "senza speranza" liquidate entro 24 ore».

CHIASSO - Magrebini. È una delle parole più diffuse al momento a Chiasso, sede del centro per richiedenti l'asilo più a sud della Svizzera. Si riferisce a una popolazione spesso responsabile di disagi all'ordine pubblico. Ma anche confrontata con la frustrazione di non ricevere asilo praticamente da nessuna parte.

Il contesto – Samuel Wyss, portavoce della Segreteria di Stato della Migrazione (SEM), contestualizza: «Più della metà degli incidenti legati alla sicurezza nei nostri centri è attribuibile a individui appartenenti a questo gruppo di persone. La stragrande maggioranza dei richiedenti l’asilo si comporta comunque bene».

Da dove vengono queste persone – Delinquono accecati dal dolore. Dal fatto di essere respinti sempre e comunque. E forse anche sotto l'influsso di alcol o psicofarmaci che assumono per disperazione. Provengono dal Maghreb che è una zona dell'Africa nord occidentale. Una zona che comprende nazioni come la Tunisia, il Marocco, l'Algeria... Paesi in cui non c'è un pericolo imminente di morte per le persone. Ma dove c'è comunque una grave mancanza di prospettive economiche. Da qui nasce il termine di rifugiato economico che differisce dal rifugiato di guerra. 

A chi viene data protezione – «Noi della SEM – puntualizza Wyss – non usiamo il termine "rifugiato economico". Abbiamo comunque una legge sull'asilo che è legittimata dal popolo e che si basa anche sulla Convenzione di Ginevra sui rifugiati. Chi ha bisogno della nostra protezione perché è perseguitato o rischia la vita nel suo Paese, deve riceverla. Tutti gli altri devono lasciare la Svizzera».

Un dolore forte – La frustrazione per un futuro che non c'è finisce poi per creare problemi. I magrebini sanno che molto probabilmente la loro domanda d’asilo sarà rifiutata ovunque. Generalmente i soggetti in questione sono maschi, piuttosto giovani. Il loro livello di istruzione è basso. Spesso si sfiora l’analfabetismo. 

Il paradosso – Nonostante tutte le premesse negative, i magrebini tentano lo stesso la via della fuga da nazioni in cui non c’è futuro. Un dato lo dimostra: meno dell'1% delle persone provenienti dall'Algeria, dalla Tunisia o dal Marocco ottiene asilo in Svizzera; eppure queste persone rappresentano più del 20% di tutte le richieste di asilo alla Confederazione.

"Via" in 24 ore – Negli ultimi mesi, la SEM ha quindi testato una procedura di asilo accelerata con un progetto pilota presso il Centro federale per l'asilo di Zurigo. A essere interessate sono le persone provenienti da Paesi con un tasso di approvazione delle domande d’asilo molto basso. In sintesi le fasi procedurali più importanti dovrebbero essere completate entro 24 ore. E la decisione dovrebbe essere presa dopo pochi giorni. 

Progetto esteso a tutta la Svizzera – «Speriamo che questo abbia un effetto deterrente – commenta Wyss –. In modo che queste persone non ci presentino una domanda d'asilo senza speranza. Le prime esperienze con questa procedura sono state positive. Il numero di richiedenti l’asilo provenienti dal Maghreb nel centro federale per l'asilo di Zurigo è diminuito di oltre il 50% dal novembre 2023. La SEM prevede dunque di introdurre la procedura “delle 24 ore” in tutta la Svizzera ad aprile».

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