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Scrittura a mano, questa (sempre più) sconosciuta

CANTONEScrittura a mano, questa (sempre più) sconosciuta

28.12.23 - 06:30
Una pubblicazione delle scuole comunali sottolinea come, negli ultimi anni, nelle aule si sia prestata «minore attenzione al gesto grafico».
Davide Giordano tio/20min
Scrittura a mano, questa (sempre più) sconosciuta
Una pubblicazione delle scuole comunali sottolinea come, negli ultimi anni, nelle aule si sia prestata «minore attenzione al gesto grafico».
In ogni caso, le persone restano sempre affascinate dalla scrittura a mano. La calligrafa a Tio: «Corsivo inglese e Cancelleresca gli stili più richiesti per i regali».

BALERNA - Tablet, smartphone e laptop. I dispositivi elettronici stanno disabituando sempre più le persone a scrivere a mano.

Il tema è di stretta attualità: utilizzare la penna o la matita su un foglio di carta migliora la memoria, incoraggia la creatività e, spesso, permette di selezionare le informazioni importanti. Insomma, aiuta i processi di apprendimento, specie in tenera età. Di fronte a questa tendenza, nelle scuole ticinesi, negli ultimi anni, forse si è prestata meno attenzione del dovuto all’apprendimento del gesto grafico.

Sebbene, è giusto precisare, non si sia mai trascurato l’insegnamento e l’esercizio della scrittura a mano, privilegiando, come da tradizione cantonale, lo stampatello maiuscolo a inizio di scolarità e il corsivo come apprendimento esplicito durante le elementari. Di recente, a questo proposito, è stata messa a punto una pubblicazione intitolata “Non è solo una questione di carattere”, redatta su mandato della sezione delle Scuole comunali e focalizzata «sull’aspetto grafomotorio della scrittura»: il documento sarà messo a disposizione degli insegnanti col prossimo anno scolastico.

Nell’introduzione si sottolinea come la scuola abbia «prestato certamente minore attenzione» al tema dell’apprendimento del gesto grafico. «Confrontato - continua il documento - con una società sempre più digitalizzata e con l’interrogativo di sapere se la calligrafia sia veramente un valore ancora da promuovere, l’insegnante ha forse finito per trascurare questo aspetto ed effettuare delle scelte didattiche non sempre supportate da solide basi scientifiche. Alcune pratiche osservate nelle nostre aule lo stanno in parte a dimostrare».

Da qui, la volontà di produrre la pubblicazione, realizzata dagli ispettori scolastici Michele Tamagni e Ariano Belli e dall’ergoterapista Lietta Santinelli.«Nelle scuole elementari - aggiunge Tamagni - la scrittura avviene sempre manualmente. Il ricorso a mezzi informatici è limitato a quelle (poche) attività in cui gli allievi si familiarizzano all’uso delle nuove tecnologie».

La scrittura a mano, anche nella sua forma più artistica, riveste comunque sempre un certo fascino. Gabriela Hess è una calligrafa e ha il suo atelier a Balerna: diverse persone si rivolgono a lei per un regalo originale o speciale, per esempio per una ricorrenza. «Sono sempre stata attratta dallo studio delle lettere - racconta davanti alla telecamera di Tio - e da tutto quello che aveva a che fare con la storia della scrittura».

Gli stili più richiesti sono il corsivo inglese, stile elegante dell’ottocento e perfetto per bigliettini e partecipazioni, oppure la cancelleresca, nato durante il Rinascimento italiano e molto versatile. «Si scrive poco con la mano - conclude Hess - e si prendono sempre meno appunti con la penna. E meno si fa e più si disimpara».

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