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CANTONE / SVIZZERAPaperoni svizzeri, tre new entry "ticinesi" tra i ricchissimi

25.11.22 - 10:32
In cima ai 300 nomi della classifica, stilata da Bilan, si trova Gérard Wertheimer, boss di Chanel
Imago
Fonte ats
Paperoni svizzeri, tre new entry "ticinesi" tra i ricchissimi
In cima ai 300 nomi della classifica, stilata da Bilan, si trova Gérard Wertheimer, boss di Chanel

LUGANO / ZURIGO - C'è movimento in seno alla classifica dei 300 super-ricchi residenti in Svizzera: secondo il bimensile economico romando Bilan il primo posto è da attribuire ora a Gérard Wertheimer, 71enne imprenditore francese che, con suo fratello Alain, è proprietario della casa d'alta moda Chanel: i patrimoni della sua famiglia sono da stimare a 38-39 miliardi di franchi.

La controparte svizzera tedesca, il mensile Bilanz, mette per contro Wertheimer solo al secondo posto, lasciando al vertice - come negli ultimi 20 anni - i fratelli Jonas, Peter e Mathias Kamprad, che possiedono il colosso dell'arredamento Ikea.

Bilan non considera più questa famiglia e pone al secondo rango la famiglia Hoffmann-Oeri-Duschmalé, che controlla il colosso farmaceutico Roche e può contare su 30-31 miliardi. Il podio è poi completato da Klaus-Michael Kühne, azionista di maggioranza del gigante dei trasporti e della logistica Kühne+Nagel, forte di 23-24 miliardi.

In quarta posizione figura la famiglia Safra, che è attiva nella finanza, nell'immobiliare e nell'agroalimentare: pesa 22-23 miliardi. Seguono la famiglia Aponte (MSC, crociere), Jorge Lemann (industria alimentale), la famiglia Bertarelli (biotecnologie e immobiliare), Guillaume Pousaz (partecipazioni in aziende) e Guennadi Timtchenko (pure partecipazioni). Chiude i primi dieci posti la famiglia Blocher (industria chimica e alimentare, nonché media), che mette a bilancio 14-15 miliardi.

Fra le 18 nuove entrate nel club dei 300 più ricchi del paese tre sono ticinesi: si tratta di Kjell Inge Rokke (energia), accreditato a 5 miliardi, Bruno Bolfo (pure settore energetico), con un patrimonio compreso fra 1,0 e 1,5 miliardi e Vitoldas Tomasevskis (petrolio), che controlla 600-700 milioni. Rimanendo nel cantone italofono, fra le famiglie che Bilan mette in primo piano figura anche Zegna (abbigliamento), che vale 2-3 miliardi.

Tenendo conto dei dati Bilanz (non è la stessa cosa di Bilan: le due testate collaborano, ma si differiscono non solo per la lingua) complessivamente i 300 Paperoni elvetici nel 2022 regnavano su 821 miliardi di franchi (-0,1% rispetto all'anno prima). In media ciascuno di loro poteva quindi disporre di 2,7 miliardi.

La classifica di Bilanz esiste dal 1989: inizialmente erano elencate le 100 personalità più ricche, ma più tardi il numero delle persone e famiglie sotto osservazione è passato a 300. Nel primo anno preso in esame, gli allora 100 più facoltosi abitanti del paese avevano 66 miliardi, pari a 0,7 miliardi a testa: nei decenni nel frattempo intercorsi quindi il patrimonio medio dei primi 300 è quadruplicato rispetto a quello degli allora primi 100. La concentrazione del denaro in atto può essere espressa anche in un altro modo: oggi i due più ricchi hanno da soli beni superiori a quanto avessero nell'anno della caduta del muro di Berlino i 100 allora più facoltosi abitanti della Confederazione.

COMMENTI
 
Gianca_Zurzi 1 sett fa su tio
Quindi sono tutti immicrati
RobediK71 1 sett fa su tio
Poi la massa fiscale predominante e quella dei salariati
centauro 1 sett fa su tio
Di questi 3 ticinesi uno è un norvegese ex galeotto per corruzione, il secondo italiano e il terzo probabilmente lituano, semplicemente si sono insediati in Ticino.
Johari 1 sett fa su tio
Ticinesi?
Alessandro Fornera 1 sett fa su tio
…bravi fortunelli🍀 💜TICINO💜
F/A-19 1 sett fa su tio
Cavolo, chi è che mi ha tolto dalla lista?
gruzi 1 sett fa su tio
sei stato sostituito da F-35
F/A-19 1 sett fa su tio
😂
franco1951 1 sett fa su tio
Chiaro che poi il patrimonio medio di ogni svizzero ammonta a un milione di franchi ah ah ah. Tu mangi un pollo, io nessuno, ma ciascuno di noi ha mangiato mezzo pollo
Brus Uillis 1 sett fa su tio
Tutti o quasi nell'energia.... E poi non abbiamo elettricità. Questo sistema merita di collassare su se stesso e quando si tornerà a curare l'orto poi vediamo i paperoni come faranno!
Milite Ignoto 1 sett fa su tio
Tu aspetta pure…. Noi godiamo adesso😂
Geni986 1 sett fa su tio
E chi aspetta? Noi l'orto già lo curiamo... Semplicemente sarà bello assistere a quel tempo in cui chi avrà accumulato un sacco di ricchezza proverà a leccare i lingotti d'oro, scoprendo che non ne escono sostanze nutritive... E tra parentesi: personalmente fare fatica è una goduria soprattutto quando, poi, si ha sotto gli occhi un risultato concreto del proprio lavoro... Quindi anch'io godo adesso. 👋
Mattiatr 1 sett fa su tio
Erano i poveri a star peggio quando si coltivava l'orto. Ci siamo arricchiti pure noi negli ultimi due secoli.
Sarà 1 sett fa su tio
Non è mai successo e non succederà mai. Semmai noi coltiveremo l'orto e loro mangeranno le verdure...
ugo202230 1 sett fa su tio
Scusa hai per caso letto il libro di Mauro Corona, “La fine del mondo storto”, pubblicato nel 2010? Se non l’hai letto te lo consiglio, lo troverai attuale.
F/A-19 1 sett fa su tio
Va beh, non sono un miliardario ma se lo fossi mi vergognerei parecchi visto a quanta gente soffre nel mondo, altro che godersela, poi sai, uno può anche infischiarsene di tutto ma per me spreca una gran carta per far qualcosa di buono su questa terra, saluti.
Milite Ignoto 1 sett fa su tio
E perché uno deve vergognarsi se lavora. I ricchi creano posti di lavoro non il contrario
F/A-19 1 sett fa su tio
Si può dira anche che i lavoratori molte volte sono sfruttati e fanno ricchi i padroni, sono contrario ai super ricchi che creano solo miseria tra i lavoratori o peggio, licenziano senza ritegno. Per me dovrebbero fare la fine dei regnanti francesi ai tempi della ghigliottina.
Geni986 1 sett fa su tio
Dietro a questo proliferare di peperoni c'è la finanza, completamente distaccata dall'economia reale. Ma non potrà durare per sempre. Prima o poi bisognerà tornare ad apprezzare chi lavora con le proprie mani, se no tutto il circuito si ferma e il castello di carte crolla...
Boma 1 sett fa su tio
Io è un po' che sto aspettando ma ci credo ancora
Mattiatr 1 sett fa su tio
Ti faccio notare che non c'è nulla di distaccato fra finanza ed economia reale. Le obbligazioni sono debiti delle aziende, le azioni sono parti di queste in vendita. Poi dai, leggi i nomi e cosa fanno, hanno tutti dietro le spalle grandi aziende, sono ricchi perché creano ricchezza, questa retorica della finanza che dona soldi a chi non se la merita è una b a l l a colossale, non è vero.
Geni986 1 sett fa su tio
Bene mi sembra di capire che lei possiede nozioni di contabilità... Allora dia un'occhiata ai bilanci (io non ho né le nozioni né il tempo) di queste aziende di mobili, abiti e alimenti e mi dica quanto conta la risultanza da conto economico sul totale degli attivi. Mi spiego: sono certo che gli attivi sono grossi e si sono ingrossati per la loro componente finanziaria e di immobili (il cui valore è stato anche gonfiato dalla finanza). Attenzione: nessuno dice che qualcuno abbia regalato loro qualcosa. Le idee le hanno avute ed è giusto che si siano arricchiti (lungi da me anche la gelosia). È la proporzione di quanto è stato gonfiato il loro arricchimento da investimenti secondari ad essere scandalosa!
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