Super variante "bocciata": «Restiamo concentrati sul presente»
Foto di Davide Giordano, Tio/20Minuti
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24.08.2021 - 06:300
Aggiornamento : 10:49

Super variante "bocciata": «Restiamo concentrati sul presente»

Covid: lo studio zurighese, che preannunciava un 2022 nefasto, stroncato dalla gente e dal virologo Christian Garzoni.

Il video di Tio/20Minuti per le vie di Bellinzona. E la chiamata al direttore sanitario della Moncucco.

BELLINZONA - Una super variante del Covid-19 dietro l'angolo pronta a vanificare quasi tutti gli sforzi fatti finora? A lanciare l'allarme è stato un ricercatore del politecnico di Zurigo dalle colonne del SonntagsBlick. Una notizia poco rassicurante che "preannunciava" il 2022 come un anno nefasto. Più dei precedenti. Christian Garzoni, virologo e direttore sanitario della Clinica Moncucco di Lugano, rimette il campanile al centro del villaggio. «Presumo che la questione sia stata enfatizzata – sostiene –. Sappiamo tutti che questo è un virus tendente a mutare. Ci sono state e ci saranno probabilmente ancora tante mutazioni». 

Il virus continuerà a circolare, però... – Già. Ma quanto ipotizzato dallo studio zurighese va ben oltre. Si parla di "super variante". Tio/20Minuti ha raccolto qualche parere per le vie di Bellinzona. E siccome dopo un po' i punti di domanda iniziavano a essere troppi, ci siamo rivolti a una persona che il Covid lo conosce molto bene. «Credo che "super variante" sia soprattutto un termine mediatico – riprende Garzoni –. Il virus continuerà a circolare. Non sappiamo in che misura. Certo, potrebbero esserci delle mutazioni tali per cui potrebbe essere necessaria una modifica del vaccino».

«Non è detto che i rischi si concretizzino» – Il virologo mantiene la calma. E invita la popolazione a fare altrettanto. «Personalmente trovo che non sia il caso di continuare a parlare di ipotetiche varianti. Sappiamo che ci sono dei rischi per il futuro. Ma non è detto che si concretizzino per forza. I comportamenti da adottare nei confronti del Covid ormai sono noti a tutti. Cerchiamo di stare con i piedi per terra, nel presente. Confrontandoci con i dati oggettivi. Non con possibili previsioni di come i virus muteranno nei prossimi mesi o anni. Con questo non voglio mettere in dubbio quanto realizzato dal ricercatore zurighese. È uno studio che non conoscevo e per portarlo a termine avrà sicuramente utilizzato criteri validi. Però questi sono strumenti di lavoro che servono alla scienza, e i dati oggettivi della ricerca scientifica non vanno strumentalizzati». 

La via della «concretezza» – Come spesso è accaduto in un anno e mezzo di pandemia una proiezione ipotetica, non certa, finisce in pasto all'opinione pubblica. Creando scompiglio e confusione. Come è possibile? Ancora Garzoni: «Non voglio parlare del caso specifico perché non lo conosco con esattezza. Però si è visto spesso un binomio tra ricercatori e media che ha generato in certi casi poca chiarezza e falsi allarmismi. Ci sono ricercatori che cercano visibilità e media che vogliono i titoloni. Bisogna essere seri e razionali. Per uscire da questa situazione dobbiamo basarci sui dati oggettivi. Il vaccino è valido anche per le attuali mutazioni. Se dovesse arrivare una variante contro la quale avrà una minore efficacia, il vaccino potrà essere adattato, come accade ogni anno per l’influenza. Però il vaccino dovrebbero farlo tutti. Ed è su questa strada che occorre insistere per controllare la pandemia e ritornare alla normalità». 

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